
VITERBO – Lo stemma di Palazzo Brugiotti che si è spezzato a metà e solo per una serie di coincidenze fortuite non è precipitato da una bella altezza sulla strada dove passano, a ogni ora del giorno e della notte, macchine e persone porta il dibattito su un tema che La Fune ha sollevato già da diversi anni: “il cancro del peperino”.
Avevamo, fino a oggi, considerato gli effetti nefasti sul patrimonio storico-artistico della città e su quello identitario. Non avevamo valutato gli impatti sulla sicurezza delle persone, che il fatto di via Cavour (incrocio con via Annio) hanno evidenziato.
Il “cancro del peperino” sta praticamente mandando in frantumi diversi stemmi e rilievi ornamentali del centro storico. Dalle decorazioni di alcuni profferli (vedi Casa Poscia su via Saffi) agli stemmi (vedi l’unicorno, stemma dei Farnese sul ponte del Colle del Duomo). Eppure in era Arena era stato lanciato un progetto per la mappatura di stemmi e simboli della città, funzionale alla loro tutela e aggiungiamo, a questo punto, anche della pubblica incolumità.
Erano anche stati stanziati 12mila euro, cifra piuttosto ristretta ma poteva essere un inizio. Non si è capito se mai è stata fatta questa mappatura, se è servita a qualcosa, se l’attuale amministrazione voglia fare qualcosa o rimanere in linea con il passato. Suggeriamo ai consiglieri comunali di buona volontà, di maggioranza o di opposizione poco ci importa, di portare la questione in consiglio comunale con un’interrogazione.


















