
VITERBO – I segni della storia della città dei papi rischiano di scomparire nell’indifferenza di tutti. Sul ponte del colle del duomo è possibile vedere all’ingresso di Palazzo Farnese come è andato a finire lo stemma con l’unicorno dell’importante famiglia del Rinascimento.
Il “cancro del peperino” ha praticamente mandato in frantumi due terzi dello stemma e dell’unicorno ormai è visibile solamente la testa. Presto, non intervenendo nessuno, non ci sarà più neppure quella.
Lo stesso problema è evidente in tantissimi altri punti della città. Solo su via Saffi c’è un profferlo con una stella scolpita che si sta sgretolando. Anche la mano sul profferlo di Casa Poscia, che la tradizione definisce come residenza della Bella Galiana, sta facendo una brutta fine. Da almeno dieci anni, era sindaco Leonardo Michelini, che tutti hanno iniziato a evidenziare lo stato di deterioramento preoccupante dei leoni di Pio Fedi sulla fontana di Piazza delle Erbe, Tema su cui in questi giorni sta giustamente insistendo anche Tusciaweb.
Eppure in era Arena era stato lanciato un progetto per la mappatura di stemmi e simboli della città, funzionale alla loro tutela. Erano anche stati stanziati 12mila euro, cifra piuttosto ristretta ma poteva essere un inizio. Non si è capito se mai è stata fatta questa mappatura, se è servita a qualcosa, se l’attuale amministrazione voglia fare qualcosa o rimanere in linea con il passato.





















