Il "cancro del peperino" ha quasi completamente distrutto l'unicorno di palazzo Farnese al duomo
Foto Unicorno
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VITERBO - Presto, non intervenendo nessuno, non ci sarà più neppure quella. Eppure in era Arena era stato lanciato un progetto per la mappatura di stemmi e simboli della città, funzionale alla loro tutela.

VITERBO – I segni della storia della città dei papi rischiano di scomparire nell’indifferenza di tutti. Sul ponte del colle del duomo è possibile vedere all’ingresso di Palazzo Farnese come è andato a finire lo stemma con l’unicorno dell’importante famiglia del Rinascimento. 

Il “cancro del peperino” ha praticamente mandato in frantumi due terzi dello stemma e dell’unicorno ormai è visibile solamente la testa. Presto, non intervenendo nessuno, non ci sarà più neppure quella. Eppure in era Arena era stato lanciato un progetto per la mappatura di stemmi e simboli della città, funzionale alla loro tutela. Erano anche stati stanziati 12mila euro, cifra piuttosto ristretta ma poteva essere un inizio. 

Non si è capito se mai è stata fatta questa mappatura, se è servita a qualcosa, se l’attuale amministrazione voglia fare qualcosa o rimanere in linea con il passato. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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