Il Cammino Pedagogico - Il barattolo della gratitudine
Foto barattolo
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La gratitudine e’ un sentimento che va nutrito e coltivato

IL CAMMINO PEDAGOGICO – I bambini hanno bisogno di adulti che vivano e testimonino la gratitudine non che li sgridino perché non dicono “grazie” a comando.

Solo così il grazie diventerà una parola piena di significato e ricca di valore.

Come per tutte le cose importanti occorre creare uno spazio e un tempo dedicati appositamente a questa finalità: un rituale condiviso. A casa, a scuola, un momento in cui imparare ad ascoltare il proprio cuore e verbalizzare il proprio sentimento. Questo serve anche a noi adulti, forse non siamo più abituati.

I bambini hanno bisogno di toccare, fare, agire, vedere. Per questo gli oggetti sono fondamentali e sta a noi adulti rivestirli di potere simbolico. Un barattolo di vetro, un nastro rosso, bigliettini di carta su cui scrivere e un posto prezioso in cui custodirlo.

La gratitudine si coltiva. Se all’inizio i bambini diranno grazie, ad esempio, per oggetti che hanno ricevuto, giorno dopo giorno impareranno a notare gesti gentili, parole empatiche, buone azioni rivolte a loro, anche dai coetanei.

Aiutare i più piccoli a essere grati profondamente per ciò che hanno è un dono che facciamo loro per la vita. Li aiutiamo a focalizzarsi sulla Bellezza, a essere consapevoli delle risorse e dei doni che hanno, a guardare ciò che c’è e non ciò che manca. A gioire delle piccole cose, a riconoscerle, a spostarsi dal lamento e dalla negatività, perché è scientificamente provato che lamentarsi spegne i neuroni.

Sul bigliettino che vedete c’è scritto:

“Voglio ringraziare la mia amica N. perché quando io sono triste lei si accorge e viene ad abbracciarmi”. 

 


La Dottoressa Laura Mazzarelli è consulente Pedagogica e insegnante alla scuola dell’infanzia. Formatrice Pedagogica. Seguila su www.ilcamminopedagogico.it

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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