Il Cammino Pedagogico - Che cos’è l’amorevole fermezza?
secchiello
800 Confartigianato
Quando un bambino dice “no!” la prima cosa da fare è non prendere quel “no” sul piano personale. Non ce l’ha con noi, non ci sta sfidando. Il segreto è: disinnescare e dare confini chiari.

IL CAMMINO PEDAGOGICO – Quando un bambino dice “no!” la prima cosa da fare è non prendere quel “no” sul piano personale. Non ce l’ha con noi, non ci sta sfidando. Il segreto è: disinnescare e dare confini chiari.

Situazioni ipotetiche

Facciamo un esempio. Il bambino in spiaggia grida: “No, non voglio mettere la crema! Ho detto che non la voglio!”.

Nell’ ipotesi 1 l’adulto dirà: “Ma possibile che è sempre tutto no?! Adesso basta, vieni qua e ti metti la crema!” E la conseguenza sarà uno scoppio della situazione ed ennesimo diverbio. E quindi il genitore sarà stressato e il bambino etichettato come capriccioso.

Nell’ ipotesi 2 l’adulto invece dirà: “Hai ragione, a volte è proprio noioso mettere la crema. Ci sentiamo un po’ appiccicosi vero?”

Si accoglie, si disinnesca, non si personalizza. Il bambino non prosegue con la stessa intensità sulla stessa frequenza ma si apre all’ascolto.

“Quando avremo messo la crema andrai a fare il bagno, altrimenti possiamo giocare qui sotto l’ombrellone”.

Parlare al plurale

Si parla al plurale e il bambino sente che c’è un “noi”, si aprono delle possibilità usando il “quando”, si lascia una scelta che però è tutelata dall’adulto che mette confini chiari e necessari. Dovrebbe già bastare così. Il bambino si sente ascoltato e guidato con chiarezza.

Amorevole fermezza
Nel caso il bambino proseguisse: “Ma io voglio fare il bagno senza crema!” L’adulto aggiungerà: “Capisco, ma questa non è un’opzione, puoi scegliere tra le due cose che ti ho detto prima”.

Ecco l’amorevole fermezza: l’atteggiamento dell’adulto che riconosce se stesso come guida dotata di saggezza ed esperienza e che si traduce nella capacità di mettere punti fermi per proteggere l’integrità fisica, emotiva e morale del proprio figlio.

 


La Dottoressa Laura Mazzarelli è consulente Pedagogica e insegnante alla scuola dell’infanzia. Formatrice Pedagogica. Seguila su www.ilcamminopedagogico.it

Masicar800x120-optimize
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
Fune 300x300
asvis 2
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
Onda
POST FB 01
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
monastero interno