Il cadavere trovato in un fossato nella valle del Treja è dello scomparso Andrea Gentili
Foto Andrea Gentili scomparso a Calcata
800 Monastero
Aveva addosso i suoi vestiti e nella tasca dei pantaloni il suo portafoglio. Il riconoscimento è avvenuto in maniera diretta dai suoi familiari. Era scomparso lo scorso 26 settembre, dopo un pranzo con la moglie e degli amici. Si era diviso dal gruppo per tornare all'auto, poi nessuno l'ha più visto. Scomparso nel nulla e cercato per settimane. Purtroppo inutilmente. 

CALCATA – Appartiene allo scomparso Andrea Gentili il cadavere ritrovato domenica 16 novembre nella Valle del Treja. A rinvenirlo un cacciatore. L’anziano, scomparso a settembre, si trovava in un fossato, in fondo a un pedio di circa 90-100 metri. Una zona impervia, denominata Banditella, con una macchia molto fitta e difficile da attraversare.

A recuperare il corpo i vigili del fuoco del nucleo speleo-alpino-fluviale e i carabinieri nella mattina di lunedì 17. Poi è stato portato all’obitorio dentro al cimitero di San Lazzaro per gli accertamenti disposti dalla Procura e affidati al medico legale Benedetta Baldari. E’ stato anche effettuato un prelievo di dna che darà, tra qualche mese, il risultato definitivo. Non sembrano tuttavia esserci dubbi. L’uomo ritrovato corrisponde in tutto e per tutto con le caratteristiche dell’83enne scomparso, quello che è diventato nei giorni delle ricerche “il nonno di Calcata”.

Aveva addosso i suoi vestiti e nella tasca dei pantaloni il suo portafoglio. Il riconoscimento è avvenuto in maniera diretta dai suoi familiari. Era scomparso lo scorso 26 settembre, dopo un pranzo con la moglie e degli amici. Si era diviso dal gruppo per tornare all’auto, poi nessuno l’ha più visto. Scomparso nel nulla e cercato per settimane. Purtroppo inutilmente.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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