

EDITORIALE – “Perché a te ti fanno crede che si vaccina tutta sta gente ma mica è vero!”. Amen. La riporto fresca, una perla raccolta da una conchiglia bellissima: due signori di mezza età al parco su panchina. Nessun artefatto giornalistico, ho ascoltato davvero questo discorso.
Idiozia, tanta. Propagandata con l’intento di convincere l’interlocutore che, a onore del vero ha provato a controbattere ma non è riuscito nell’impresa. Un fatto che conferma l’indicazione comportamentale preziosa di non discutere mai con un idiota perché avrà sempre ragione lui.
La faccenda non è poi così da ridere perché su questo virus Covid-19 o Coviddi per chi non ha ancora imparato neanche il nome (ne esistono, fidatevi) ne girano di tutti i colori. Per fortuna torna la nazionale di calcio con l’europeo e per qualche settimana, tornando tutti nel classico ruolo di allenatore della nazionale e grande esperto della disciplina calcistica, assisteremo a un tramonto delle tanto gettonate “quattro chiacchiere al bar con esperti virologi”.
Rimane il fatto che è davvero imbarazzante il livello di interpretazione della realtà e di costruzione di un empireo fantasioso dove devi stare “attento a fare il vaccino perché muori” oppure “se ti vaccini diventi infetto e lo puoi attaccare” e altre castronerie degne delle migliori balle spaziali.
Il livello di paranoia, caccia al peggio, voglia di bagno nella tinozza della paura è piuttosto alto. Basta girare un po’ per tornare a casa con certe scorpacciate di “sparate” che sarebbe stato difficile immaginare. Così come la cattiveria e l’aggressività. Toccata con mano in prima persona quando ho scritto sui social che avrei fatto il vaccino e una moderna “scienziata” incompresa se ne è uscita con un panegirico dove in sostanza mi augurava di morire. Non mi sono neanche toccato, tanta la fiducia nella scienza.
I vaccini hanno permesso all’umanità di sconfiggere tanti mostri, peccato con sia possibile vaccinare contro il complottismo da balera.

















