
VITERBO – Al civico 12 di via Signorelli (San Faustino) c’è un posto dove è possibile fare e vivere esperienze, iniziative, confronto. Citofonare Casa Viterbo. Il taglio del nastro questa domenica 9 novembre. Il demiurgo di questo luogo: tre ambienti distinti immaginati come piazza della città; Chiara Frontini. Non in veste di sindaca naturalmente ma altrettanto logicamente nei panni di motore del civismo giallo-blu.
Giorno simbolico quello scelto: la ricorrenza della caduta del muro di Berlino. Parterre istituzionale di tutto rispetto: oltre a uomini e donne della maggioranza, anche i super big local di Forza Italia, Alessandro Romoli, e del Partito Democratico (Enrico Panunzi). Presente l’ex sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli. I primi due hanno anche preso la parola a favore di palco e sottolineato “le bontà” di un luogo come Casa Viterbo e del confronto nell’interesse della città di cui è auspicio.
Quello che le persone comuni si sono trovate davanti è un luogo vivo. Un primo ambiente, con una grande scritta in sfondo arancione ‘Casa Viterbo’, ospita opere di due artisti viterbesi: Massimo De Angelis e Luigi Riccioni; e sarà un luogo dove vivranno eventi d’arte nel centro storico. Poi c’è una seconda sala, interamente blu, che vuole essere un pensatoio. Infine il giardino per eventi all’aperto e live. Tutti modulare, tutto utilizzabile per diverse azioni. La cosa da notare è che ancora prima dell’apertura, in giro per la città, già si era iniziato a parlare di Casa Viterbo. Questo perché le persone già stavano parlando dei corsi che vi saranno svolti all’interno: yoga, ginnastica dolce, recitazione e laboratori per bambini.
Di sicuro all’apertura c’era un pezzo di città piuttosto largo. “Questo vuole essere un luogo aperto per Viterbo, dove incontrarsi e dialogare. Qui non ti chiediamo per chi voti ma ci sediamo ad ascoltare le idee per la città e a costruirle insieme”. Queste le parole della sindaca Chiara Frontini. A parlare anche l’assessore Emanuele Aronne, che ha contribuito nel progetto degli ambienti della Casa.
La scelta di San Faustino non è casuale. Il contrasto al degrado passa anche dall’apertura di nuove realtà nel centro storico.





















