I sarcofagi etruschi in terracotta divisi a metà, storia di una tecnica

Ecco perché non si trova un sarcofago in terracotta in un unico blocco.
Non sono rotti, né spezzati. Sono semplicemente divisi in due blocchi, divisi volutamente. Stiamo parlando dei sarcofagi etruschi realizzati in terracotta. Una grande quantità di quelli che ancora oggi è possibile vedere nei musei in realtà è stata prodotta proprio nel Viterbese, in modo particolare a Tuscania.
Il centro oggi della Tuscia infatti, tra la metà del terzo secolo avanti Cristo e fino alla fine del secondo secolo avanti Cristo, era un luogo di grande produzione di bellissimi sarcofagi in terracotta. I coperchi dei sarcofagi erano modellati in un unico pezzo di argilla ma divisi in due parti per favorirne la cottura, diminuendo il rischio di crepe e rotture. Ecco perché non si trova un sarcofago in terracotta in un unico blocco.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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