I ristoranti di Confartigianato tra i migliori locali di Viterbo nelle classifiche di Gambero Rosso e VDG Magazine
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VITERBO - Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo, plaude al riconoscimento ottenuto da Agriturismo Giardini di Ararat, Richiastro, Tredici Gradi e Osteria del Vecchio Orologio.

VITERBO – “Quattro ristoranti soci di Confartigianato tra i migliori locali della città, secondo l’autorevole giudizio del Gambero Rosso e di Viaggi del Gusto Magazine”. Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo, plaude al riconoscimento ottenuto da Agriturismo Giardini di Ararat, Richiastro, Tredici Gradi e Osteria del Vecchio Orologio, tutti indicati tra i cinque ristoranti migliori di Viterbo nelle classifiche stilate dai noti portali specializzati e dedicati al wine travel food.

Qualità delle materie prime, unicità dei prodotti tipici utilizzati, maestria nella preparazione dei piatti, ambienti accoglienti e ricercati, personale competente e disponibile: tutte caratteristiche che fanno la differenza nell’offerta della ristorazione viterbese in vetrina sui siti di riferimento dell’enogastronomia italiana. “Caratteristiche che troviamo in tutti i locali del capoluogo indicati nelle classifiche di Gambero Rosso e VDG Magazine – continua De Simone – e che rendono merito al lavoro quotidiano e attento dei nostri artigiani dei buoni sapori. A loro vanno le nostre congratulazioni e il nostro ringraziamento per rappresentare al massimo quanto di meglio può offrire la ristorazione viterbese”.

Infine, un richiamo agli amanti del buon cibo. “Viviamo un momento delicato, è comprensibile che ci sia più attenzione da parte dei clienti – conclude -, ma non stravolgiamo le nostre abitudini e continuiamo a scegliere i locali dove siamo certi di trovare piatti eccellenti e accoglienza di alto livello”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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