I nostri gloriosi esami di maturità - Il racconto di Gianmaria Santucci
SANTUCCI
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Continuano i ricordi della maturità, il primo esame veramente “da grande”, quello che apre la porta del mondo adulto.Oggi la “notte prima degli esami” ce la racconta Gianmaria Santucci, politico viterbese nelle file di Fondazione per la Tuscia, sempre in prima linea per la città legato ad essa da un profondo rispetto e passione.

Continuano i ricordi della maturità, il primo esame veramente “da grande”, quello che apre la porta del mondo adulto.Oggi la “notte prima degli esami” ce la racconta Gianmaria Santucci, politico viterbese nelle file di Fondazione per la Tuscia, sempre in prima linea per la città legato ad essa da un profondo rispetto e passione.

“Ore 20.30 tutti intorno al tavolo della cena, tipica serata pre-estiva, fuori il sole tramonta ma la luce è ancora forte, squilla il telefono di casa, quello a mezzo col duplex dei vicini.

 Chi è a quest’ora? Mia madre si alza, risponde, Gianmaria è per te. Rispondo. Si? “Sono Lorenzo vieni in piazza, è fatta abbiamo tutto! Il tutto, altro non era che la mitica traccia del tema di italiano, quella che  la sera prima degli esami si aspetta come la manna dal cielo.

A quei tempi, senza internet, senza rete, le uniche soffiate possibili rimanevano legate al passa parola fra studenti, per cui uno a Roma aveva lo zio del nipote del guardiano del ministero, che per sicuro aveva visto la copia dell’esame prima che lo spedissero alle scuole. “Descrivi il rapporto, la genesi e le interrelazioni fra Montale e gli ermetisti del proprio tempo” . Silenzio, momenti di panico, sguardi spauriti e poi tutti a girarsi dietro verso il mitico Ciccio, l’unico in grado di dare una risposta più che evasiva sul tema.

Notte di studio e ricerche, e poi la mattina pronti con i temi già scritti dentro i vestiti. Via, il presidente di commissione legge la prima, niente non è quella, la seconda…la terza…nulla, tutti aspettano disperatamente la quarta ed ultima….

”Il candidato parli del rapporto fra società moderna e rispetto dell’ambiente”. Mi volto e vedo decine di studenti insultare Lorenzo con epiteti e frasi senza precedenti, segno che la soffiata non era stata riservata a pochi. Vicino  a me, l’amico e compagno di banco di sempre Fabrizio Purchiaroni (spero compagno di banco anche nel prossimo consiglio comunale), entrambi ci buttiamo sulla quarta traccia, quella detta d’attualità.

Passa la Professoressa Corsini (si anche noi abbiamo fatto il Liceo scientifico e passato le termopili Corsiniane). Ci guarda e dice: “ma come  con tante tracce cosi belle fate quella cosi banale?” Nessuno dei due risponde al motto primum vivere deinde philosopari. Guardo la commissione, secondo me tutti comunisti! Sciorino l’intero  programma sull’ambiente dell’allora PCI, roba che nemmeno a Frattocchie (la scuola politica del partito) avevano mai visto, a dimostrazione che l’essere stato democristiano sin da giovane ha aiutato. Risultato? Il massimo dei voti alla prova. Il resto è in discesa, secondo scritto, orale tutto ok…voto? 42/60 più di mio fratello. L’onore è salvo! Ora partenza per le vacanze in tenda, in auto con gli amici. Le prime vacanze “da grande” mai fatte, le più belle di sempre, ma questa è un’altra storia.”

Gianmaria Santucci

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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