
ROMA – Avete presenti i 38 treni nuovi che dovrebbero migliorare i collegamenti sulla Roma-Viterbo (18) e Roma-Lido (20)? Dal 2018 la società Firema ha vinto la commessa per la fornitura ma non l’ha mai espletata. Sette anni di attesa vana, infatti non è stato avvitato ancora neanche un bullone. Ma una notizia c’è su quei treni.
Su La Fune ne avevamo parlato il 18 febbraio scorso. Sul quotidiano Milana Finanza infatti era apparsa la notizia sul possibile salvataggio di Firema da parte di Ferrovie dello Stato. Quell’anticipazione è diventata in queste ore realtà. E questo avrà degli impatti anche sui collegamenti tra Viterbo e Roma.
Quello di Ferrovie non è un gesto da buon samaritano ma il sogno, a portata di mano, di farsi i treni da sola acquisendo le quote del colosso indiano Titagarth, con la speranza di attivare gli stabilimenti della controllata Firema a Caserta.
Le urgenze di Ferrovie stanno nelle 370 carrozze notte per Intercity che Firema non sta consegnando e che non ha iniziato a produrre perché la guerra russo-ucraina, che ha prodotto un’impennata nei prezzi delle materie prime necessarie, ha di fatto incasinato i conti della società: contratti firmati a prezzi troppo bassi rispetto all’evoluzione del mercato stesso. Salvare Firema era diventato per Ferrovie l’unico modo per riattivare la produzione e ottenere i treni che servono per potenziare e dare dignità al servizio.
E tra i treni da produrre ci sono anche quei 18 che permetteranno ai pendolari viterbesi di vivere meno disagi di quanti ne affrontano oggi e comunque a collegare meglio il capoluogo della Tuscia con la capitale, con benefici potenziali anche sulla crescita turistica.


















