Ho partecipato a un'orgia, senza saperlo
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Numeri, numeri, numeri. Sì, un foglio excel, non cambierà il mondo. Lo so, ma da lì bisogna partire. Soprattutto quando si celebrano questi benedetti numeri, credendo di dar corpo al termine cultura

Numeri, numeri, numeri. Sì, un foglio excel, non cambierà il mondo. Lo so, ma da lì bisogna partire. Soprattutto quando si celebrano questi benedetti numeri, credendo di dar corpo al termine cultura. Mi riferisco al dibattuto articolo di Roberto Pomi che questa mattina ha snocciolato giù qualche dato. Dopo aver preso in mano la calcolatrice ha fatto quello che dovrebbero fare tutti. Rendersi conto che, pochi o tanti poco ci importa, i numeri sono numeri. E che a un evento X di Caffeina ci sono state in media non più di 30\50 persone.

Non che questo mi scandalizzi o che mi faccia pensare che, visto che c’erano “solo” 30\50 persone, quella non sia cultura e che non abbia dignità di esistere. Potrei dirlo (che non è cultura), ma per altri motivi e non per il numero di presenti, ma questo è un altro discorso. Quelle “sole” 30\50 persone sono le stesse che però fanno parlare di sottocultura se portate da altri in altri eventi. E allora, la più grande vittoria sarebbe ora quella di abbandonare la logica dei numeri e applicare quella della qualità, che è l’unica che serve. Perché, usando una metafora poco elegante, ma efficace, che rubo a un amico, se faccio sesso in una stanza con una donna e sotto la finestra passano 1.000 persone, non ho mica fatto un’orgia..

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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