Guerra in Medio Oriente, soldati viterbesi nella missione Unifil
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La componente italiana è la più numerosa, mentre l'intero contingente è composto da 7.300 militari. A guidarli il generale di divisione Diodato Abagnara. 

BEIRUT – La guerra in Medio Oriente sta interessandro, da giorni, anche il Libano. Lì sono presenti 1.200 soldati italiani, tra loro anche dei viterbesi. Fanno parte della missione Unifil. La componente italiana è la più numerosa, mentre l’intero contingente è composto da 7.300 militari. A guidarli il generale di divisione Diodato Abagnara.

In queste ore ha rilasciato un’intervista a La Repubblica dove racconta come stanno affrontando questa situazione di tensione. Nei giorni scorsi infatti si è registrato anche il ferimento di tre caschi blu ghanesi a Qawzah.

“La priorità è limitare ogni tipo di escalation, in coordinamento con l’esercito libanese e con le forze armate di Israele, per evitare che la situazione degeneri – ha raccontato a Repubblica il generale Abagnara -. Il compito è sempre implementare la risoluzione 1701 dell’Onu, quindi monitorare le violazioni da ambo le parti, senza dimenticare la protezione dei civili. Il contingente italiano è il più numeroso di Unifil e sentire il sostegno dalla madre patria è cruciale, mi sento perciò di ringraziare il governo, il generale Portolano Capo di Stato maggiore della Difesa e il Comando di vertice interforze.

La cosa fondamentale per noi è non entrare in alcun modo in conflitto con le parti. Il nostro ufficio di collegamento coordina ogni attività operativa e logistica con l’Idf, in modo da tutelare, il più possibile, i cittadini. La presenza di Unifil è necessaria per evitare che le azioni militari possano avere un impatto politico e spingere all’escalation”.

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Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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