"Guerra dell'ex Chinotto Neri" a Capranica, nello storico stabilimento dovrebbe nascere un centro commerciale
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CAPRANICA - Il consiglio comunale di Capranica deciderà oggi il futuro dello stabile. Il tutto in un clima non propriamente sereno.

CAPRANICA –  Un centro commerciale questo è quello che sembra destinato a diventare l’ex stabilimento della Mineralneri, lì dove si produceva il mitico chinotto made in Tuscia poi trasferito a Salerno. 

Il consiglio comunale di Capranica deciderà oggi il futuro dello stabile. Il tutto in un clima non propriamente sereno. L’amministrazione Nocchi infatti sembra veleggiare tranquilla verso l’approvazione delle richieste della società proprietaria della struttura  (Millenium srl) e quindi rendere possibile la realizzazione dell’area commerciale. Prospettiva che è come fumo negli occhi per l’associazione ‘A testa alta’ che, proprio ieri, ha dato vita a una protesta lungo la Cassia (nel tratto capranichese) per dire no al centro commerciale e chiedere l’acquisto da parte del Comune dell’edificio da mettere in uso per progetti legati al turismo e alla qualità della vita della comunità locale. 

L’impianto della Mineralneri di fatto risulta abbandonato dal 2011 e si trova in un visibile stato di degrado. Dall’operazione guidata da Nocchi il Comune di Capranica guadagnerebbe l’acquisizione della concessione mineraria della sorgente San Rocco. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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