Guardia alta per vivere senza timore, ma anche senza creare disastri, al tempo della Pandemia
pugile
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EDITORIALE - Il mondo ora è una sorta di ibrido, come giusto che sia, tra quello che eravamo prima e ciò che siamo diventati sotto la quarantena. Ma il ritorno alla normalità e il calo dei numeri dei contagi sembra avere un effetto poco positivo in generale su tutti: l'abbassamento della guardia. 

EDITORIALE – Il virus c’è e lotta, per se stesso, in mezzo a noi. Queste settimane trascorse dalla fine del lockdown ci hanno restituito serenità e hanno praticamente azzerato nell’opinione pubblica la paura per il virus.

Un fenomeno normale, dopo tanto buio e ristrettezze. Tutti sono tornati alla vita ordinaria pre Covid. Ognuno sta portando con sé quel bagaglio di informazioni e norme di condotta che abbiamo imparato ad acquisire negli ultimi mesi. Il mondo ora è una sorta di ibrido, come giusto che sia, tra quello che eravamo prima e ciò che siamo diventati sotto la quarantena. Ma il ritorno alla normalità e il calo dei numeri dei contagi sembra avere un effetto poco positivo in generale su tutti: l’abbassamento della guardia. 

Mascherine sempre meno in faccia e sempre più al braccio, guanti abbandonati (anche perché sul loro utilizzo sono state sollevate dalla stessa OMS perplessità), disinfezione delle mani passata dalla modalità ossessivo-compulsiva a quella episodico-casuale. A peggiorarci gli interventi di alcuni medici che hanno pensato bene di rappresentare agli occhi delle persone un virus “non poi così terribile”, “clinicamente inesistente” e cialtronerie varie su questa lunghezza d’onda.

Bene ha invece fatto Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che in queste ore ha voluto essere chiaro e ha rimesso sotto gli occhi di tutti una cosa importante: un pezzo di storia mondiale dimenticato: “La Spagnola si comportò esattamente come il Covid: andò giù in estate e riprese ferocemente a settembre e ottobre, facendo 50 milioni di morti durante la seconda ondata”. 

Abbiamo deciso di rilanciare le sue parole. Non certo per creare paura e soffiarci sopra, anzi. Avere consapevolezza che il virus è potente e fa paura deve spingerci a vivere in maniera intelligente, rispettando le disposizioni, e a scongiurare il ritorno di focolai. Lo dobbiamo fare per rispetto delle vittime, per difendere la nostra economia, il lavoro. Tutti sorridenti sotto le mascherine, fiduciosi che sapremo evitare il disastro della Spagnola grazie al raccontarci le cose come stanno e senza illuderci di prospettive, come la scomparsa del virus, che sono infondate. 

Viviamo, andiamo a cena fuori, in spiaggia, in montagna, a visitare i nostri borghi con il sorriso sotto la mascherina. Dobbiamo resistere fino al vaccino, che arriverà. Evitiamo che la superficialità dei nostri comportamenti possa farci del male e isoliamo i confezionatori di messaggi chiaramente falsi quanto pericolosi. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
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