
Bentrovati! Dopo dieci anni compiuti e navigando verso l’undicesimo anno di età questo nostro/vostro giornale aveva bisogno di un restyling. Grazie ai santissimi partner commerciali, il fato doni a loro e ai loro bilanci eterna prosperità, abbiamo stanziato un budget che ci sta permettendo di compiere importanti modifiche. La nuova dimensione grafica del giornale è sotto i vostri occhi, se state leggendo da smartphone vi sarete resi conto che la promessa che vi abbiamo fatto, quella di restituirvi un giornale perfettamente leggibile, è stata mantenuta.
La Fune cresce, lo sta facendo nei numeri, nell’appeal pubblicitario e nelle firme. Abbiamo in mente diverse azioni con cui ci daremo l’obiettivo di raccontare sempre meglio questo nostro territorio. Andremo per gradi perché, questo ce lo insegnò un sindaco di Viterbo del passato, niente cresce in un giorno. Il giornale che state leggendo è già stato pensato e scritto da più teste e molte più mani. Oltre le firme che potete trovare dovete sapere che ci sono altre persone che partecipano alla costruzione di questo giornale. Lo fanno con consigli, segnalazioni, spunti, riflessioni, analisi. La Fune è diventato una sorta di laboratorio, con baricentro sulla città capoluogo di Viterbo ma con rapporti in tutta la provincia. Cresceremo anche lì? Ce lo auguriamo, intanto lo mettiamo tra gli obiettivi strategici del percorso che intendiamo camminare.
“Grazie”, “permesso” e “scusa” saranno le parole della gentilezza con cui intendiamo affrontare questa nuova tappa della vita del giornale. Sono lontani i tempi della “fase nascente”, quelli fatti da molta radio (ricordate Sbottonati su Radio Verde?) e voglia di esserci. Si apre una nuova fase che vuole essere il periodo della consapevolezza. Una consapevolezza che si fonda sui numeri importanti di lettori che La Fune è riuscita a conquistare, sul dialogo maturo con gli inserzionisti pubblicitari che ci piace chiamare “i santissimi sponsor”, sul rapporto fermo e sereno nei confronti della politica locale con tutti i suoi vizi e le sue virtù (forse, noi continuiamo ad augurarcelo).
Alcune cose le vogliamo mettere in chiaro. Non saremo mai il giornale dell’odio, della demolizione, dell’accusa strumentale. Questo perché ci hanno insegnato a tenere sempre bene affilate le armi della critica e a non massacrare la credibilità. Riteniamo che sia proprio questa cura della credibilità a rendere la nostra critica più reale, preziosa e utile all’unica cosa che unicamente e davvero ci interessa: la crescita culturale, sociale, economica e di prospettive per il Viterbese, a cominciare da quello che dovrebbe essere la locomotiva ossia la città di Viterbo.
Abbiamo, come deve essere, rapporti trasversali con tutte le forze politiche. Abbiamo persone in ogni schieramento che per onestà intellettuale, credibilità e spessore sono sempre stati e saranno punti di riferimenti. Così come abbiamo detrattori, chi vorrebbe spegnerci, chi fomenta discredito. Per tutti abbiamo avuto, abbiamo e avremo sempre un sorriso da dare e un messaggio nitido da recapitare: nessun atto violento potrà mai distrarci, nessun latrato di cane potrà mai mutare la nostra prospettiva, nessun tentativo di pressione ci tirerà per la giacchetta. Decideremo sempre e comunque solo noi di tutto e saremo convinti di ogni decisione presa. Si chiama libertà e può piacere o non piacere, si possono costruire tutti i teoremi del mondo e le dietrologie del momento, ma questo giornale è sempre stato e sempre resterà libero.
Questo ci rende un naturale punto di riferimento per i cittadini. A convincerci ad aprire questa nuova fase del giornale sono stati soprattutto loro. Trovare ogni giorno email sulla posta della redazione di segnalazioni, indicazioni, richieste dei viterbesi è stato il segno più importante. Vuol dire che ci siamo, che possiamo incidere, che siamo una voce riconosciuta e autorevole sul nostro territorio. Ai cittadini del Viterbese va il nostro più grande grazie. Continuate a scriverci all’indirizzo lafune.giornale.viterbo@gmail.com.
L’obiettivo che abbiamo ora è raccontare il meglio di questo territorio. Vogliamo essere un laboratorio di idee, e su questo ci saranno novità, un megafono del merito, uno strumento di segnalazione dei problemi che funziona non con per la sterile polemica ma per la costruzione di soluzioni.
Lavoreremo per aprire il dialogo con i principali imprenditori della provincia perché abbiamo bisogno di crescere, di dare ma anche di ricevere. Chi, tra gli imprenditori illuminati di questo territorio, volesse giocare d’anticipo può contattarci a lafune.giornale.viterbo@gmail.com. Un giornale è una vetrina per l’attività di chiunque ma è soprattutto uno strumento di civiltà, di costruzione dell’immaginario collettivo, di crescita del tessuto locale. Sostenere un giornale, per chi fa impresa in modo serio, è un modo per autosostenersi.
“Grazie” è la prima parola con cui vogliamo aprire questo nuovo corso. “Permesso” è la parola che porteremo sempre con noi in questa seconda tappa del cammino del giornale e ci servirà per entrare nei luoghi, per sederci sui tavoli, per andare a vedere cosa accade di significativo nel Viterbese. “Scusa” è la terza parola, che avremo sempre con noi per quando sbaglieremo. Perché può accadere, non pensiamo di essere infallibili né vogliamo esserlo. L’unica cosa che non sbaglieremo è il nostro posizionamento: saremo sempre dalla parte della Viterbo e della provincia che cresce, che lavora, che studia, che si impegna, che fatica e che sorride. Buona lettura.


















