Grande vicinanza del ministro Giuli alla Tuscia, ha visitato la cattedrale di Civita Castellana

Ha visitato la cattedrale e ammirato il prezioso pavimento cosmatesco oggetto di interventi di cui si sta occupando la Soprintendenza.
CIVITA CASTELLANA – Il ministro della Cultura Alessandro Giuli conferma la sua grande vicinanza al Viterbese con la visita alla cattedrale di Civita Castellana.
Accompagnato dalla Soprintendente Margherita Eichberg, dal direttore regionale dei Musei del Lazio, Elisabetta Scungio e dalla professoressa della Sapienza- Università di Roma Maria Cristina Biella – responsabile del progetto Falerii, che prevede un’importante attività di ricerca e scavo in concessione ministeriale – e naturalmente dal sindaco Luca Giampieri, Giuli ha visionato il bellissimo pavimento cosmatesco della cattedrale, oggetto di finanziamenti ministeriali assegnati alla Soprintendenza.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.


















