




BOLSENA – Proseguono le attività della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale, congiunte con l’Aliquota Carabinieri Subacquei di Roma, nell’area archeologica del Gran Carro.
Il sito, di grandissimo interesse, si sta rivelando un vero e proprio tesoro. In questi giorni si sta sperimentando l’utilizzo del multibeam side scan sonar per il rilievo della paleosuperficie dell’area archeologica sommersa. Questa tecnica potrebbe rivelare la presenza di beni non visibili, per esempio sotto la vegetazione lacuale, contribuendo alla mappatura dell’insediamento della prima età del Ferro ancora non del tutto conosciuto nella sua estensione.
Questa importante collaborazione interistituzionale sta permettendo di mettere a confronto e integrare competenze e tecniche avanzate finalizzate alla salvaguardia di uno dei siti meglio conservati dell’Italia centrale. Le attività continueranno anche nei prossimi giorni e presto verranno presentati anche i risultati.
























