
VITERBO – C’è un segreto che Vincenzo Fiorillo custodisce gelosamente da cinque anni. Nel giorno della presentazione ufficiale del quinto Trasporto di Gloria ha voluto condividere le emozioni che racchiude con tutti, rivelando un qualcosa di carico di significato che riguarda la statua della Santa.
Quella statua che ora svetta a piazza San Sisto e che la notte del tre tornerà a guardare tutti i viterbesi. Il costruttore ha raccontato di come abbia voluto dare un riconoscimento a chi ha lavorato alla realizzazione della Macchina di Ascenzi.
In sostanza ha chiesto a ognuno di loro di consegnargli una foto e anche quella dei loro figli e tutte sono conservate all’interno della statua. Un fatto che sottolinea, ancora una volta, quella vera e propria impresa che con grandissima passione e impegno i Fiorillo e i suoi collaboratori portarono a compimento nel cuore dell’estate di cinque anni fa.
Quando le giornate erano tutte all’interno del capannone sulla Tuscanese e Bruno Pagnanelli scattava foto destinate a entrare nella storia della tradizione del Trasporto. Perché capaci di raccontarlo come mai nessuno aveva fatto.


















