Gloria, il segreto di Fiorillo: "Le foto di chi ha lavorato a questa Macchina sono custodite nella statua della Santa"
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VITERBO - Il costruttore ha raccontato di  come abbia voluto dare un riconoscimento a chi ha lavorato alla realizzazione della Macchina di Ascenzi.

VITERBO – C’è un segreto che Vincenzo Fiorillo custodisce gelosamente da cinque anni. Nel giorno della presentazione ufficiale del quinto Trasporto di Gloria ha voluto condividere le emozioni che racchiude con tutti, rivelando un qualcosa di carico di significato che riguarda la statua della Santa.

Quella statua che ora svetta a piazza San Sisto e che la notte del tre tornerà a guardare tutti i viterbesi. Il costruttore ha raccontato di  come abbia voluto dare un riconoscimento a chi ha lavorato alla realizzazione della Macchina di Ascenzi.

In sostanza ha chiesto a ognuno di loro di consegnargli una foto e anche quella dei loro figli e tutte sono conservate all’interno della statua. Un fatto che sottolinea, ancora una volta, quella vera e propria impresa che con grandissima passione e impegno i Fiorillo e i suoi collaboratori portarono a compimento nel cuore dell’estate di cinque anni fa. 

Quando le giornate erano tutte all’interno del capannone sulla Tuscanese e Bruno Pagnanelli scattava foto destinate a entrare nella storia della tradizione del Trasporto. Perché capaci di raccontarlo come mai nessuno aveva fatto. 

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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