Ghetto alla fiera, Prefettura è convinta: non è ancora abusivo
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Tanto rumore per nulla. Oggi in quarta commissione il sindaco Michelini e il viceprefetto Grillo sono tornati a parlare del “ghetto” della fiera per migranti, ma le novità non ci sono e le domande rimangono le stesse.

Tanto rumore per nulla. Oggi in quarta commissione il sindaco Michelini e il viceprefetto Grillo sono tornati a parlare del “ghetto” della fiera per migranti, ma le novità non ci sono e le domande rimangono le stesse.

Quanto è costato? Aprirà? Le deroghe urbanistiche sono finite o devono ancora cominiciare? Insomma, né più né meno del teatrino di un paio di mesi fa quando la stessa commissione era stata convocata e si era sciolta con i medesimi dubbi.

Di fatto il “ghetto” all’ex Fiera si troverebbe in una sorta di situazione di abuso perché costruito su un terreno agricolo. Per legge le deroghe non potrebbero superare i 90 giorni, che sarebbero già scaduti. A meno che non si decida che i 90 giorni non partano dall’apertura del “ghetto”: non essendo stato aperto allora, secondo il viceprefetto Salvatore Grillo, non inizierebbero a decorrere i termini.

Per la minoranza si tratta di una forzatura, mentre per la maggioranza sembra non essere un tema di cui dibattere più di tanto. Ad oggi se il campo non è stato aperto non si tratterebbe di uno spreco di denaro, per la Prefettura, ma semplicemente di routine e anzi di una buona notizia: si vede che ancora non serviva.

Qui i numeri del ghetto.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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