Geotermico, Rotelli (FdI) racconta il disastro della centrale di Latera (video)
geotermia 1
800 Confartigianato
LATERA - Ecco cosa è stata la centrale geotermica di Latera. A raccontare il primo caso di impianto geotermico realizzato nella Tuscia è il deputato viterbese Mauro Rotelli che, accompagnato dal sindaco del posto Francesco Di Biagi, ha documentato quello che è restato.

LATERA – Ecco cosa è stata la centrale geotermica di Latera. A raccontare il primo caso di impianto geotermico realizzato nella Tuscia è il deputato viterbese Mauro Rotelli che, accompagnato dal sindaco del posto Francesco Di Biagi, ha documentato quello che è restato.

“Questo di Latera è stato uno scandalo, una vergogna. Parliamo di un geotermico che doveva funzionare negli anni Settanta, poi diventati Ottanta e quindi nel Novanta costruiscono un mostro che rovina una parte splendida del territorio del lago di Bolsena. Bene, questo impianto funziona un solo anno: dal 1999 al 2000. 

Quindi venti anni fa per un anno la prima centrale geotermica della Tuscia ha prodotto energia. Un’energia che oggi si cerca di rilanciare, vedremo se davvero interamente con capitali privati, vedremo dove va questa autorizzazione dell’impianto di Castel Giorgio”, la parole di Rotelli.

Davanti a lui i cancelli della vecchia centrale. “Ci sono danni enormi. Ettari e ettari di serre realizzate intorno a questi pozzi, abbandonate e mai partite. Dovevano lavorare con l’acqua calda di questa centrale. Ora stanno ancora smantellando le torri di raffreddamento”.

Rotelli documenta con un video la situazione: “Tutto durò un anno. Gli effetti furono devastanti in questo territorio: immissione in atmosfera di sostanze inquinanti e maleodoranti che determinarono il crollo delle attività turistiche, malori della popolazione, oltre alla mancata fornitura, di energia per consentire il funzionamento di attività produttive. Uno scempio”.

CNA 800x120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 02
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
aiac_banner_01
Onda
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
monastero interno
lafune_300 x 600
domenicale post