Gattina randagia malata di cancro, il Comune di Bagnoregio paga le cure
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BAGNOREGIO - Nei giorni scorsi la sua storia è stata raccontata dai volontari che si prendono cura dei gatti senza padrone che vivono nello spettacolare borgo sospeso sulla Valle dei Calanchi. Hanno lanciato un appello dalla pagina Facebook I Gatti di Civita. 

BAGNOREGIO – Si chiama Cornelia ed è uno dei gatti storici presenti nel borgo di Civita ed è malata di cancro. Si tratta di una gattina randagia, in pratica condannata a una morte certa.

Ha bisogno di cure ma di certo non può pagarsi da sola il veterinario, l’operazione e i farmaci necessari. Nei giorni scorsi la sua storia è stata raccontata dai volontari che si prendono cura dei gatti senza padrone che vivono nello spettacolare borgo sospeso sulla Valle dei Calanchi. Hanno lanciato un appello dalla pagina Facebook I Gatti di Civita. 

Così la storia di Cornelia è finita sotto gli occhi del primo cittadino di Bagnoregio Luca Profili che, in condivisione con la propria maggioranza, ha messo in gioco il Comune. “Finanzieremo l’intervento necessario – ha fatto sapere il sindaco Profili -. Sono convinto che la civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui tratta gli animali”. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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