Frontini "sbotta" davanti a continue critiche e distorsioni della realtà e organizza un confronto pubblico con i cittadini
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VITERBO - Il sindaco Chiara Frontini sbotta di fronte a uno stillicidio di critiche quotidiane e invita tutti a un confronto a viso aperto con i cittadini. Il primo cittadino lamenta una rappresentazione distorta, da più parti, dei fatti al fine di gettare discredito verso la sua amministrazione.

VITERBO – Il sindaco Chiara Frontini sbotta di fronte a uno stillicidio di critiche quotidiane e invita tutti a un confronto a viso aperto con i cittadini. Il primo cittadino lamenta una rappresentazione distorta, da più parti, dei fatti al fine di gettare discredito verso la sua amministrazione.

“E adesso, siccome ne abbiamo tutti le tasche piene di dover perdere energie preziose che vogliamo utilizzare a servizio della città per rimetterla in piedi dallo stato comatoso in cui l’abbiamo trovata, facciamo una bella cosa: ci vediamo il 26 marzo, ore 10.00, ad un evento pubblico con i cittadini per confrontarci a viso aperto sui principali temi di interesse collettivo – scrive così sui social il primo cittadino -.

Basta social, chi ha da dire partecipi, perché noi la faccia ce la mettiamo e non ci fa paura la fatica. Perché se c’è qualcosa che non ci manca, quella è la capacità di stare nelle piazze tra la gente e confrontarci sulle priorità, è la forza di sostenere le idee per cui ci avete messi qui, è il coraggio di attuarle. Il primo incontro sarà proprio sul centro storico e le azioni concrete per rivitalizzarlo, essendo il cuore del nostro programma di governo della città.

Disperdiamo, tutti, noi amministrazione ma anche gli interlocutori di volta in volta coinvolti in questa guerra senza scopo se non quello di mantenere un potere precostituito che ha, però, già dimostrato di poggiare i piedi sull’argilla, una quantità di energie e tempi immani nel ribattere, confutare, controbattere, smentire, reincontrare, ripassare…quando ascoltare la verità è molto più semplice, lineare e ci fa risparmiare inutili arrabbiature”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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