
Del Leonardo Michelini della campagna elettorale ricordo con piacere un semplice ragionamento: “Metteremo i problemi in fila e li affronteremo uno alla volta”. Partiamo da qui e portiamo l’attenzione sul fronte cultura, obiettivamente uno dei più caldi di questa amministrazione. Il che, francamente, fa anche sorridere. Oggi i giornali cittadini sono imbottiti di articoli che ritirano in ballo il presunto conflitto d’interessi dell’assessore Barelli e di Viva Viterbo nel gestire il settore della cultura viterbese.
Andremo contro corrente questa mattina. Su questo tasto abbiamo battuto più volte, sollevando l’inopportunità di assegnare un simile assessorato a una forza politica che ha il suo demiurgo nel fondatore di Caffeina, Filippo Rossi. Ma oggi, a fronte di una nuova ondata di polemiche sul bando del Carnevale, diciamo a chiare lettere che “del conflitto d’interessi non ce ne può fregà de meno”.
Non ce ne frega perché ci frega d’altro. Ci interessa prendere atto che a 8 mesi dall’insediamento della nuova amministrazione le cose vengono fatte sempre all’ultimo, senza programmazione. Gli eventi vengono scarsamente promossi e il gradimento degli stessi è discutibile. Manca inoltre l’impostazione di un lavoro di dialogo e confronto con tutte le realtà culturali presenti sul territorio. Lavoro, che a nostro avviso, è determinante per la crescita del tessuto culturale, ma anche sociale, cittadino. A oggi non si sa ancora niente dei finanziamenti del Settembre Viterbese, fatto che riguarda veramente tante realtà cittadine operanti nel settore. Quello che più manca, caro sindaco, è un clima positivo. Ed è di questo che lei dovrebbe preoccuparsi seriamente e smetterla di fare finta di niente.
Questo clima non c’è affatto. Sembra che debbano esserci per forza dei “buoni” e dei “cattivi”. Anche nell’intervento del presidente del consiglio Filippo Rossi su Tusciaweb si legge questo: “Non capisco perché le realtà culturali ce l’abbiano con me”. Ma stiamo scherzando? Sembra sempre che qualcuno debba avercela con qualcun altro. All’asilo era così. Vogliamo ridurre, caro sindaco Michelini, il Comune di Viterbo a un grande “asilone”, dove ognuno dà sfogo a manie di persecuzione?
La città vuole i fatti, caro Michelini, ed è stanca di tutto questo. Fare le cose fatte bene è il migliore scudo per chi amministra. Attivare il dialogo con tutti gli interessati al settore cultura e tentare di programmare, con il loro coinvolgimento, la politica culturale della città credo che rappresenti un’occasione che un buon assessore dovrebbe cogliere. Così non è, oggi.
Davanti a mancanze su tutti questi punti concreti, del conflitto d’interessi “non ce ne può fregà de meno”. Il conflitto d’interessi stesso diventa noia, noia, noia. Maledetta noia… Califfo docet.


















