Fratelli d'Italia a Palazzo dei Priori, balla la sedia del capogruppo. Achilli potrebbe sostituire Allegrini
foto achilli
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Visto il peso dei due, vicepresidente del Parlamento Europeo la Sberna e capogruppo FdI in consiglio regionale Sabatini, diventa complicato immaginare che qualcuno tra i meloniani possa fare muro alla loro volontà.

VITERBO – Balla la sedia del capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo dei Priori. I soliti “bene informati” raccontano di una certa tensione interna al partito, che sarebbe finalizzata a fare scendere Laura Allegrini per fare salire Matteo Achilli. Alle spalle di tutto i rapporti di forza tra le varie correnti del partito e lo strapotere reale del duo Sabatini-Sberna che cerca un’adeguata rappresentanza plastica nei posti che contano, anche dal punto di vista squisitamente politico.

Così per i “sberna-sabatiniani” sarebbe arrivato il momento di dare spazio al fedelissimo Achilli, da sempre legato ai due. E visto il peso dei due, vicepresidente del Parlamento Europeo la Sberna e capogruppo FdI in consiglio regionale Sabatini, diventa complicato immaginare che qualcuno tra i meloniani possa fare muro alla loro volontà. Il gruppo FdI al Comune di Viterbo è attualmente composto da Allegrini, Achilli, Grancini e Amodio.

Dei quattro obiettivamente Achilli è il più rappresentativo per gli “sberna-sabatiniani” e il ruolo di capogruppo nel comune capoluogo è significativo. Certo Allegrini non la prenderebbe molto bene ma dicevano bene i latini: ubi maior minor cessat.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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