Frana di Niscemi, il viterbese Troncarelli nella commissione voluta dal ministro Musumeci
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La Commissione è chiamata a individuare soluzioni e risposte operative, nel pieno rispetto delle competenze degli organi preposti all’accertamento delle responsabilità, sulle quali sono in corso le dovute verifiche.

CALTANISSETTA – Il geologo viterbese Roberto Troncarelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, è stato chiamato a fare parte della commissione di studio incaricata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci di “approfondire le cause e l’evoluzione del movimento franoso che interessa il territorio comunale di Niscemi, la velocità del relativo movimento e le condizioni di rischio residuo”.

Gli altri componenti designati sono: il presidente Enrico Foti (rettore Università di Catania e ordinario di idraulica) Fausto Guzzetti, Accademico dei Lincei, Mauro Scaccianoce, presidente dell’Assemblea nazionale dei presidenti degli Ordini provinciali degli Ingegneri, Giuseppe Sappa, professore ordinario di Geologia applicata – Università di Roma La Sapienza.

La Commissione potrà “raccogliere informazioni e condurre indagini su progetti, esperienze e sperimentazioni italiane e straniere, nonché svolgere ogni attività utile al perseguimento delle sue finalità”; avrà un mese di tempo per terminare i propri lavori e potrà avvalersi della collaborazione del Dipartimento nazionale della Protezione civile e del Dipartimento Casa Italia.

“La Commissione – ha spiegato il presidente Foti – è chiamata a individuare soluzioni e risposte operative, nel pieno rispetto delle competenze degli organi preposti all’accertamento delle responsabilità, sulle quali sono in corso le dovute verifiche. Le famiglie colpite e l’intera città meritano attenzione, ascolto e impegno concreto”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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