
Solo il Parlamento, quando ha sostenuto che Berlusconi pensasse davvero che Ruby fosse nipote di Mubarak, ha forse toccato un livello così basso. Per questo motivo Michelini si dovrebbe dimettere. Non per liberare Viterbo da una crisi ormai diventata surreale, ma per la vergognosa conduzione del Consiglio comunale di ieri da parte di quel che rimane della sua maggioranza.
Dal folle muro contro muro con la minoranza, cercato e perseverato allo sfinimento, fino alla vicenda di Francesco Moltoni. MoRi e popolari del Partito Democratico, con una strategia studiata a tavolino e con ordini che arrivavano anche dal banco della Giunta, hanno provato a forzare la mano per far decadere il consigliere del GAL e procedere ad ogni costo alla sua decadenza. Tirando fuori un documento della Prefettura casualmente arrivato proprio ieri e con l’avallo del segretario generale pronto a dar ragione alla maggioranza che voleva non far votare Moltoni stesso, il cui voto è stato poi registrato risultando decisivo per il respingimento della proposta di anticipazione della discussione sull’argomento.
Tutto ciò non prima di aver provato a ricattare, politicamente parlando, il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca De Dominicis, da sempre promotore della pratica sulla decadenza, ma che ieri ha poi resistito per dignità. La decadenza di Moltoni, inserita al punto 54 dell’ordine del giorno, qualora passasse infatti metterebbe in condizione il sindaco di poter contare su un voto in più, togliendolo all’opposizione, e portando la bilancia, ora ferma sul 13 pari, a 14 contro 12. Numeri ridicoli se si pensa che così comunque il Consiglio potrebbe lavorare solamente in seconda convocazione e mai con la maggioranza degli eletti (17 su 32).
Una vicenda surreale che dimostra un attaccamento alla poltrona folle. E allora, la provocazione che lancio al sindaco di Viterbo è quella di dimettersi e dimostrare di credere lui stesso a quello che dice. Anche infatti ieri è tornato a sostenere di avere la Città con sé dimostrando l’opinione con il “sondaggio ufficiale del Sole 24 Ore” (così come lo ha definito) che gli darebbe il consenso del 55,7% dei cittadini. Se ci crede davvero, liberi la Città dalla crisi, Michelini si dimetta e si presenti alle elezioni con una squadra di fedelissimi al seguito, come quelli di ieri, perché con quei numeri vincerebbe al primo turno. Sempre meglio che questa agonia.


















