Foibe, giovedì l'omaggio a Porta Faul
Valle-Faul
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VITERBO- Lo fa sapere l'Istituto nazionale per la guardia d’onore alle reali tombe al Pantheon

VITERBO- L’Istituto nazionale per la guardia d’onore alle reali tombe al Pantheon, unitamente del circolo reale della Tuscia, giovedì 10 febbraio alle 12 renderà omaggio alle vittime delle foibe con la deposizione di fiori alla stele eretta fuori porta Faul e con l’elevazione di una preghiera per tutti i caduti indistintamente, anche dei sistemi attuali. 

Era l’anno 1996 quando l’amministrazione comunale di Viterbo, la prima del centro Italia, intitolò una piazza in memoria delle vittime delle foibe istriane.

Da porta della Verità a porta Faul, da Auschwitz alle foibe: “Tutti i fratelli nel martirio”. 

È commovente un episodio, seppur datato prima mondiale, sul campo di battaglia fra due soldati un francese l’altro tedesco.

“Il francese con uno sforzo supremo riuscì a tirar fuori dalla giubba un crocifisso. Era inzuppato di sangue. Se lo portò alle labbra e, con voce fievole, iniziò la recita dell’Ave Maria. A quelle parole il soldato tedesco, che giaceva quasi esanime accanto a lui e che finallora non aveva dato segno di vita, si scosse e lentamente, come glielo permettevano le ultime forze, tese la mano e, insieme a quella del francese, la posò sul crocifisso; poi con un fil di voce rispose alla preghiera: Santa Maria Madre di Dio…

Guardandosi negli occhi i due eroi morirono. Erano due anime buone, vittime dell’odio che semina la guerra. Nel crocifisso si riconobbero
fratelli consanguinei di Gesù”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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