Fioroni, Cerroni e la telefonata nella quale si parlava di Viterbo
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Nulla a che vedere con l’inchiesta Vento di Maestrale che sta scuotendo il Comune di Viterbo, ma anche alla luce di quello che succede in questi giorni sarebbe interessante capire di cosa Fioroni e Cerroni parlassero quando si riferivano a Viterbo.

Una telefonata tra Fioroni e Cerroni per parlare di Viterbo. Nel gennaio scorso è stata pubblicata su alcune testate nazionali la notizia riguardante l’inchiesta rifiuti nel Lazio, che non ha a che vedere con gli arresti di questi giorni, della telefonata tra l’onorevole viterbese Giuseppe Fioroni e il patron della monnezza Manlio Cerroni.

Una telefonata che anticipava un fax in cui si sarebbe dovuto “parlare di Viterbo”. Secondo quanto riportato dai giornali (ad esempio qui su Il Messaggero) Cerroni avrebbe dovuto comunicare delle informazioni riguardanti il capoluogo della Tuscia.

La storia sarebbe raccontata in una delle informative del Noe depositate agli atti dell’inchiesta che aveva portato il patron della monnezza ai domiciliari per la vicenda  “L’11 giugno chiama anche Giuseppe Fioroni. Cerroni: «Tutto bene. No volevo soprattutto avere un tuo fax, io ti devo mandare dei documenti importanti che si riferiscono a Viterbo dopo che ho visto che cosa è successo a Napoli». Fioroni:«Perché non me lo mandi, Ma?». Il fax che detta Fioroni è quello della sede Pd di Sant’Andrea delle Fratte”.

Nulla a che vedere con l’inchiesta Vento di Maestrale che sta scuotendo Palazzo dei Priori, ma anche alla luce di quello che succede in questi giorni sarebbe interessante capire di cosa Fioroni e Cerroni parlassero quando facevano riferimento a Viterbo.

 

 

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