

LETTERE DA MARTE – Cara redazione, sono giorni difficili qui su Marte. Oltre gli impegni di lavoro ci si è messa pure la tempesta solare, che qui arriva prima che da voi e con maggiore intensità. A ogni modo riusciamo ad avere notizie dalla Terra e dal piccolo villaggio di Viterbo.
Leggo che il tanto amato cinema LUX, chiuso ormai da anni, non sarà aperto a breve per mancanza di finanziamenti. D’altronde la fruizione di quel tipo di spettacoli passa per altre vie e piattaforme e per questo investire in una sala cinematografica ha un alto rischio. Leggo anche che bisognerebbe valorizzare la biblioteca, magari trasformandola in un polo unico.
Tutto ciò mi ha fatto venire in mente un detto contadino, della generazione precedente alla mia: “nun se butta via gnente!”. Pensate che recentemente qualcuno l’ha usata rispolverandola e rinominandola “economia circolare”, facendoci anche un sacco di soldi! Che c’entra con il LUX e la Biblioteca di Viterbo?
Facciamoci una domanda prima: chi legge o prende in prestito i libri in biblioteca? Sempre meno gente, visto che la comunicazione, lo svago, l’approfondimento passano per altre vie. Allora chi è interessato? Probabilmente qualche amante del libro o qualche studioso. Eppure, la Biblioteca può servire anche ad altro, come ci ha insegnato il suo direttore in questi anni. Può creare interessi al di fuori del semplice prestito.
La vostra Biblioteca non ha solo libri. Ha anche una videoteca molto fornita. Ma non ha un posto adeguato a vedere i suoi contenuti. Potrebbe essere il LUX? Potrebbe esserci una sinergia di investimenti pubblici/privati attraverso fondi nazionali ed europei per organizzare eventi e ristrutturare il vecchio Cinema LUX? Io ne ho trovati alcuni che sarei lieto di suggerire alla “vecchia progettista europea” vostra Sindaco ed al benemerito Direttore del Consorzio Biblioteche di Viterbo.
Alcuni non finanziano direttamente la ristrutturazione, è vero, ma l’idea di rendere comunque fruibile il patrimonio cinematografico della vostra videoteca è finanziabile. Potremmo avere sinergie con il Provveditorato agli Studi e le scuole superiori di Viterbo e Provincia? Si potrebbero organizzare delle giornate cinematografiche a supporto del percorso di studi dei ragazzi. Si parla della Seconda guerra mondiale, del Fascismo e della Resistenza? Si può partire dalla visione della “Notte di San Lorenzo” dei Fratelli Taviani o dal “Il Labirinto del Fauno” di Guillermo del Toro. O ancora “Roma città Aperta” di Rossellini.
Si parla della guerra contro la Russia? Perché non rivedere “The day after” di Nicholas Meyer? Perché non unire queste tematiche con i libri dell’epoca o che ne parlano, con le opere d’arte? Non si tratta di riproporre i vecchi Cineforum, ma di integrare l’Arte con la Storia, con la Letteratura l’attualità, le questioni sociali. E questo la Scuola lo sa fare bene.
Film vecchi, libri vecchi, che possono essere d’aiuto a ragionare, a ricordare, a progettare un futuro. “Nun se butta via gnente”: si valorizza e lo si trasforma in qualcosa di utile. Questo dicevano i nostri anziani.

















