Festini e "bagordi" sulla terrazza di San Pellegrino, residenti lamentano il degrado
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VITERBO - L'amministrazione Frontini batta un colpo, dopo decenni di silenzi e di non risposte da parte della politica alle giuste segnalazioni dei cittadini. 

VITERBO – Non è possibile continuare a ignorare i problemi di degrado del quartiere storico di San Pellegrino. A Palazzo dei Priori hanno sempre fatto orecchie da mercante ma non è ipotizzabile andare avanti così. L’amministrazione Frontini batta un colpo, dopo decenni di silenzi e di non risposte da parte della politica alle giuste segnalazioni dei cittadini. 

In diversi hanno scritto negli ultimi mesi alla redazione de La Fune, per mettere in evidenza la situazione. Riportiamo parte dell’ultima lettera perché particolarmente significativa: “Un gruppo di balordi, altro termine non lo trovo, tutti i giorni bivacca sulla terrazza di San Pellegrino, lasciando la zona in condizioni terribili”.

Chi ci ha scritto ha inserito inoltre una frase che ci ha fatto riflettere: “Vorrei chiedere di pubblicare le foto e mantenere l’anonimato visto che abbiamo fatto denunce a tutti gli organi competenti e ci hanno consigliato di non esporci”.

Naturalmente abbiamo deciso di rispettare l’anonimato della segnalazione ma è chiaro che lo stato di paura messo in evidenza è allarmante e forse più a questo bisognerebbe reagire che al degrado di rifiuti e sporcizia che viene lasciato ogni giorno. Insomma combattere il degrado per dare una risposta energica a qualcosa di peggiore, che addirittura fa paura a chi risiede nel quartiere. 

In buona sostanza la terrazza del quartiere storico è stata trasformata in una sorta di locale dove niente è proibito a cielo aperto. E a differenza di un locale dove c’è del personale che controlla e pulisce qui nessuno controlla e tantomeno pulisce. Il risultato è quello del quartiere più turistico della città che accoglie ogni giorno i turisti in maniera pessima. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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