Far west al lago di Mezzano, auto con targhe coperte e paura di un'impennata nella circolazione del Covid-19
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VALENTANO - Una terra di nessuno, questo è diventata l'area a ridosso del lago di Mezzano che a partire dalla notte del 13 agosto è stata presa d'assalto da migliaia di giovani provenienti da tutta Europa. 

VALENTANO – Una terra di nessuno, questo è diventata l’area a ridosso del lago di Mezzano che a partire dalla notte del 13 agosto è stata presa d’assalto da migliaia di giovani provenienti da tutta Europa. 

Droga, alcol e un morto registrato nelle ultime ore per annegamento. Le auto all’interno della zona del rave party clandestino circolano con le targhe coperte. Un qualcosa di imbarazzante. Difficile gestire così tante persone e c’è una seria preoccupazione per l’impatto che questa iniziativa possa avere sulla diffusione dei contagi per Covid-19, soprattutto all’interno del Viterbese.

Diversi sarebbero infatti i ragazzi della provincia che stanno partecipando all’evento irregolare e comunque molti escono ed entrano in contatto con gli abitanti della zona. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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