Falso messaggio dell'INPS sui cellulari, è una truffa informatica per accedere ai conti corrente
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VITERBO - Nelle ultime ore una truffa sta prendendo di mira tante persone tramite un sms a firma dell'INPS. Si tratta di un attacco smishing per sottrarre dati agli utenti. 

VITERBO – Nelle ultime ore una truffa sta prendendo di mira tante persone tramite un sms a firma dell’INPS. Si tratta di un attacco smishing per sottrarre dati agli utenti. 

Come annunciato dalla pagina “Una vita da social”, negli ultimi giorni sta circolando una nuova truffa informatica ai danni degli italiani sottoforma di sms. I criminali hanno costruito un messaggio che recita così: “A seguito della sua richiesta accredito domanda Covid-19. Aggiorna i tuoi dati nel inps-informa.online”. Quando si clicca sul link riportato nell’SMS, si atterra in un sito che sembra quello dell’INPS, ma in realtà contiene un virus in formato APK che si installa automaticamente all’interno del telefono.

Il malware consente ai criminali di accedere al cellulare e prenderne il controllo, riuscendo a scaricare tutti i dati personali, comprese le credenziali di accesso al proprio conto corrente online.

A lanciare l’allarme nella Tuscia anche Confimprese che è intervenuta con una nota stampa per invitare alla prudenza i cittadini: “Siamo venuti a conoscenza, tramite gli organi informativi della Polizia Postale, che stanno arrivando tramite sms messaggi che riconducono ad un sito contraffatto con evidenza della domanda Covid-19 all’INPS. Consigliamo di non aprire nessun messaggio e di non divulgare i propri dati personali e bancari”.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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