
VITERBO – Ex Terme Inps, lunedì la consegna del progetto che permetterà di vedere il possibile futuro del sito chiuso dal 1992. A elaborarlo Federterme, advisor individuato da Palazzo dei Priori per progettare il rilancio.
Federterme è stato incaricato di elaborare lo studio-progetto di fattibilità finalizzato alla realizzazione del piano di rilancio dell’impianto Terme dei lavoratori ex Inps di Viterbo. A conclusione dei lavori della commissione giudicatrice, avvenuta lo scorso 6 novembre, l’offerta migliore, tra le sei pervenute entro la scadenza dello scorso 26 marzo, è risultata l’ATI – Federterme Servizi srl e Structura srl.
Con la presentazione del progetto si chiude l’iter immaginato da Regione Lazio e Comune di Viterbo per il recupero di un bene importante per immaginare lo sviluppo del capoluogo della Tuscia. Un percorso sviluppato in tre azioni fondamentali: l’approvazione di una legge ad hoc: la legge regionale n° 1 del 2014 stabilisce che il complesso delle terme ex Inps è affidato al comune di Viterbo che ha il compito di trovare, attraverso apposita gara, un soggetto gestore. Il rinnovo della concessione Bullicame al comune di Viterbo: la Regione ha rinnovato nel 2017 la concessione mineraria della sorgente Bullicame al comune di Viterbo, integrandovi anche i pozzi di riferimento delle terme ex Inps. E il rispetto del protocollo sottoscritto nel 2017 tra la Regione Lazio e il comune di Viterbo che impegnava il Comune a individuare mediante procedura ad evidenza pubblica un advisor chiamato a elaborare il progetto di fattibilità.
Una volta presentato il piano l’iter pubblico si chiude e si andrà ad aprire una gara per individuare sul mercato il soggetto che si farà carico di realizzarlo e gestirlo, secondo i canoni del progetto.


















