Ex Terme Inps, in queste ore ne conosceremo un possibili futuro. Attesa la consegna del progetto Federterme
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VITERBO - Ventimila euro di fondi regionali e quattro mesi di attesa per arrivare fino a qui. Quanto contenuto nel piano sarà prezioso all'amministrazione comunale per aprire una serie di ragionamenti sul destino di quello che fu un simbolo della città termale viterbese e oggi è poco più di un rudere da demolire.

VITERBO – C’è un destino per le ex Terme Inps che in queste ore si materializzerà sotto gli occhi del sindaco Giovanni Arena. E’ attesa infatti, per oggi, la consegna del progetto affidato all’Ati composta da Federterme Servizi srl e Structura srl.

Ventimila euro di fondi regionali e quattro mesi di attesa per arrivare fino a qui. Quanto contenuto nel piano sarà prezioso all’amministrazione comunale per aprire una serie di ragionamenti sul destino di quello che fu un simbolo della città termale viterbese e oggi è poco più di un rudere da demolire.

Se l’idea proposta convincerà l’amministrazione comunale si andrà allora a muovere i prossimi passi nella direzione del mercato. Occorrerà infatti trovare l’investitore pronto a realizzare e come contropartita gestire il business. Sarà anche questo un termometro per capire come è percepito dagli investitori il possibile sviluppo di Viterbo come città termale. Questo fine settimana, forse come segno, ha aperto la struttura dell’Oasi con Therma. Un nuovo bell’impianto al servizio degli amanti del genere. 

Le ex Terme Inps sono chiuse dal lontano 1992. Una ferita aperta sulla città di Viterbo. Tanto il tempo perso e anche l’acqua non messa a frutto. Ancora una volta non rimane che attendere, si spera per poco. 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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