Ex ospizio dei santi Simone e Giuda, Panunzi (Pd): “Grazie all’assessore Valeriani per aver colto l’importanza del recupero del complesso per Viterbo”
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VITERBO - Esprime soddisfazione il consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi, dopo l’annuncio dell’approvazione da parte della Giunta della Regione Lazio della delibera per la riqualificazione e la nuova destinazione d’uso del complesso immobiliare dei santi Simone e Giuda nel centro storico di Viterbo con un finanziamento di circa 14,6 milioni di euro del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare.

VITERBO – “Ringrazio l’assessore Massimiliano Valeriani che ha colto l’importanza del recupero del complesso per la città e la qualità della proposta progettuale”. Esprime soddisfazione il consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi, dopo l’annuncio dell’approvazione da parte della Giunta della Regione Lazio della delibera per la riqualificazione e la nuova destinazione d’uso del complesso immobiliare dei santi Simone e Giuda nel centro storico di Viterbo con un finanziamento di circa 14,6 milioni di euro del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare.

L’inizio dei lavori è previsto entro il 2022, mentre l’avvio dell’operatività del nuovo complesso è fissata per il 2026. “L’edificio dei Santi Simone e Giuda fa parte del patrimonio della città e della sua memoria storica – prosegue il vice presidente della X commissione –. Questo intervento rappresenterà un’altra grande operazione di rigenerazione urbana del tessuto cittadino di Viterbo, che andrà ad affiancarsi a quella dell’ex ospedale degli Infermi, per il quale sono stati stanziati 14 milioni di euro”. Il progetto prevede una nuova destinazione d’uso: saranno realizzati un Collegio di merito per l’Università della Tuscia e un Centro di accoglienza per le donne vittime di violenza e di disagio sociale. La struttura permetterà d’inserire in un unico contesto operativo professori, ricercatori, studenti e donne vittime di violenze e maltrattamenti. Diversi i soggetti coinvolti nell’operazione: Regione Lazio, Ater di Viterbo, che sarà l’attuatore del progetto, Asl di Viterbo e Università della Tuscia.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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