
VITERBO – Nel 2024 l’Amleto di Shakespeare, oh quella vecchia canaglia del “bardo”, riecheggia nei luoghi della Asl viterbese. Alle porte infatti, 8 e 9 giugno, c’è un nuovo “atto” della commedia della politica, che tutti chiamiamo “europee”.
E la Asl, da sempre, è stato un bacino di voti. Ma voi avete un’idea di quante persone lavorano alla Asl di Viterbo? E avete idea di quanto siano numerose le loro famiglie? E nell’era della democrazia, del un voto una testa, quella roba ha un peso. Grosso, anzi grossissimo.
La Asl, con tutti quei dipendenti assunti, quelli nelle cooperative, quelli somministrati e quelli che sperano di entrare con i concorsi alle porte e ancora fumanti di annuncio a mezzo stampa (707 posti di lavoro, alcuni nuovi di pacca e altri vecchi ma da stabilizzare) è un bacino elettorale succoso.
Ne sanno qualcosa quelli che crearono, in tempi non poi così lontani, quello che tutti chiamavano “il partito della Asl”. Ma quella roba lì esisteva anche nel passato ed esiste oggi, che siamo nel futuro.
E chi dovrebbe votare uno del bacino Asl? E’ infatti candidata Antonella Sberna, moglie del consigliere regionale (anche capogruppo di Fratelli d’Italia, il principale partito della coalizione Rocca). Ma lo è anche Civita di Russo detta Civita, voluta in corsa per Bruxelles dal presidente Rocca.
E la Asl, come tutti sanno, è disciplinata dalla Regione. Quindi le leve del potere sulla Asl vanno cercate a Roma. Ed è più gradito votare Sberna o votare Civita di Russo? Questo il dilemma, il dubbio amletico da affrontare per la grande marea di voti dei lavoratori Asl.
Esiste sempre l’opzione di andare al mare. Ma un conto è in Danimarca, un conto sul litorale viterbese.


















