

La conferenza stampa di oggi sul bilancio di previsione 2014 è stata qualcosa di più di quello che pare. Qualcosa di più di quello che la maggior parte dei giornali del territorio andrà a raccontare. Oltre ai numeri, oltre alle buone e belle intenzioni per il futuro è stato detto anche qualcosa di importante sul passato. Anche più e più volte e su più e più argomenti.
L’assessore Luisa Ciambella ne ha dette di cose interessanti. Ha detto che loro, i “Michelini-boys”, sono uno spartiacque rispetto al passato. Sono un punto cruciale, “come il prima e dopo Cristo”. Ha ricordato che l’attuale sindaco, una volta ricevute dai viterbesi le chiavi di via Ascenzi numero uno, ha chiamato il ministero dell’Economia per farsi certificare lo stato delle casse dell’ente. Ha puntualizzato che anche l’ispettore ministeriale ha messo in evidenza che Esattorie spa stesse riscuotendo tributi a fronte di 4 milioni e mezzo di incassi non trasferiti al Comune di Viterbo e ha messo in evidenza anche tutta una serie di problemi sulle partecipate. Esattorie spa, argomento che in questi giorni abbiamo più volte posto all’attenzione della città. Le partecipate, argomento che più e più volte ha fatto irruzione nel dibattito politico locale.
Insomma i problemi ci sono e sono certificati. Per farne fronte ci viene consigliato l’accantonamento di fondi prudenziali. L’assessore Ciambella è netto, non nasconde queste verità. Si mantiene in linea con le premesse del suo intervento, quando parla di una nuova era con un bilancio trasparente e certo. Trasparenza e certezza sono due belle parole. Ci piacerebbe che i “Michelini-boys”, che si dichiarano apripista di questa nuova era in città, estendessero l’applicazione dei criteri di trasparenza e certezza.
Se per trasparenza e certezza ci viene detto del buco Esattorie spa e dei problemi sulle partecipate, in nome di trasparenza e certezza invitiamo gli attuali amministratori a individuare le responsabilità di queste criticità. Sarebbe infatti poco coerente fare finta di niente, anche perché mantenere eventuali responsabili in ruoli chiave dell’amministrazione potrebbe essere imbarazzante. Un cambio d’era è un cambio d’era, o si ha la trasparenza e la certezza di portarlo fino in fondo e alle sue estreme conseguenze oppure tutto rimane solo un bel discorso, parole. E intanto i viterbesi pagano le tasse per rimpinguare i fondi prudenziali, resi necessari dagli errori di qualcuno di cui non conosceremo mai nome e cognome… Questo sa poco di trasparenza, sa invece di certezza. Sì certezza di potersi permettere di tutto senza risponderne mai di persona.

















