Emergenza cinghiali, Frontini: "Possiamo solo lavorare per scoraggiare la presenza"
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VITERBO - I cinghiali sono sicuramente una delle emergenze che interi quartieri del capoluogo stanno vivendo e Palazzo dei Priori combatte una battaglia con armi piuttosto spuntate. L'abbattimento, invocato alla leggera da cittadini disperati, non è un'ipotesi praticabile e il Comune può intervenire soltanto cercando di limitare quelle situazioni che fanno proliferare la presenza degli animali.

VITERBO – I cinghiali sono sicuramente una delle emergenze che interi quartieri del capoluogo stanno vivendo e Palazzo dei Priori combatte una battaglia con armi piuttosto spuntate. L’abbattimento, invocato alla leggera da cittadini disperati, non è un’ipotesi praticabile e il Comune può intervenire soltanto cercando di limitare quelle situazioni che fanno proliferare la presenza degli animali.

Così è partita una vera e propria lotta alle forniture, spontanee e casuali, di cibo. “Come Comune abbiamo strumenti d’intervento limitati – precisa il sindaco Frontini. Possiamo dimensionare le occasioni di presenza attraverso la pulizia, l’ancoraggio dei mastelli, aumentare le guardie ambientali per non fare dare loro da mangiare”.

Su via Genova e via Belluno, martoriate dal fenomeno per la vicinanza all’area verde dell’Arcionello, Palazzo dei Priori ha disposto la sanificazione due volte al mese. Con un’ordinanza è stato vietato a un fornitore della zona di pizze di gettare rifiuti alimentari nei cassonetti. In realtà a incoraggiare le presenze sono una serie di comportamenti poco corretti di alcuni cittadini che rendono facilmente accessibile il cibo dei rifiuti agli animali o in alcuni casi li nutrono addirittura. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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