

Diffidare dagli stacanovisti, da chi non riposa mai e magari non dorme. La mente umana, così come il corpo, hanno bisogno di ritrovare la propria dimensione e l’eccesso di lavoro finisce sempre per influenzare in maniera scadente la produttività e il senso di quello che viene costruito.
Per questo ogni anno, nei momenti tradizionali della festa, La Fune ha scelto di interrompere le pubblicazioni ordinarie. Il giornale assume una veste più rilassata e i contenuti proposti puntano a non trattare la cronaca del quotidiano o l’analisi dei fatti. Questo per rispetto di noi stessi ma anche dei lettori ai quali intendiamo rimarcare una filosofia che ci appartiene e all’interno della quale cerchiamo uno spazio per dare senso al nostro lavoro.
I giorni di festa sono importanti e riteniamo giusto trascorrerli con familiari e amici, che alla fine sono le cose migliori nella vita di ognuno. L’esistenza frenetica di ogni giorno ci spinge a calpestare tutto, troppo spesso. Riteniamo che un simile atteggiamento e comportamento non sia figlio del buon senso ma piuttosto di un meccanicismo che reputiamo superato e auspichiamo superabile nelle sue sacche di resistenza.
Approfittiamo di questo momento di pausa, che intendiamo sottolineare, per riproporre le storie che con La Fune vi accompagnano ogni domenica. Questo per evidenziare la centralità del racconto e una funzione fondamentale del giornalismo: quella del racconto. La dimensione più umana e capace di dare frutti. Ogni storia è in fondo un momento di pausa, di analisi, di riflessione e confronto. Un momento di dialogo perché ogni storia che raccontiamo viene raccontata dai nostri lettori a qualcuno, o quantomeno suggerita.
Questa è la dimensione de La Fune, tra fan e detrattori continueremo ad andare avanti. Questo il nostro segno di differenza, convinti che vivere in un mondo dove tutto è appiattito e standardizzato non rispetti cose fondamentali come la bellezza, il senso della meraviglia e l’originalità di ognuno.
Quella che ci lasciamo alle spalle è stata una stagione ricca di soddisfazione per questo giornale, cresciuto enormemente nel pubblico di lettori e nella capacità di incidere nel territorio. Contiamo di rafforzare la nostra presenza e la vicinanza ai cittadini della Tuscia. Essendo strumento per contrastare le “storture” e di promozione della speranza e della fiducia in un miglioramento possibile. Questo il nostro marchio, questo il nostro stile.

















