Ecco il nuovo sito de La Fune
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Quando metti on-line un sito "nuovo" la paura è sempre che qualcosa vada storto, che qualcosa non funzioni come si deve e che il pubblico, voi, non apprezzi. Secondo noi però questo è il modo migliore per crescere.

Quando metti on-line un sito “nuovo” la paura è sempre che qualcosa vada storto, che qualcosa non funzioni come si deve e che il pubblico, voi, non apprezzi. Secondo noi però questo è il modo migliore per crescere. Siamo partiti da una base solida, da un sito che funzionava e da lì abbiamo cercato di ampliare i nostri orizzonti. Certo, quello che leggete oggi è un sito rinnovato, ma a cambiare sarà solamente la veste grafica.

Abbiamo cercato di migliorare la fruizione del sito, cercando di favorire anche i tanti lettori che accedono a La Fune da smartphone, e di dare più corpo al nostro lavoro offrendovi molti più contenuti in homepage. Senza dimenticare però la leggibilità e la pulizia. A qualcuno piacerà, a qualcuno meno. La Fune rimarrà comunque un cantiere aperto, inviateci dunque i vostri consigli e le vostre critiche perché ogni vostro intervento sarà letto con attenzione. Grazie per averci seguito fin qui, per averci aspettato questi due giorni e, sperabilmente, perché continuerete a leggerci e condividerci.

Un grazie particolare al programmatore e sviluppatore Giovanni Locombi che ha lavorato al nuovo sito.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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