Ecco cosa succede nel blocco di Belcolle dedicato alla cura del pazienti Covid-19. La lettera dell'infermiera Stefania: "Noi lo sconfiggeremo" (le foto)
asl 5
aiac_banner_02
VITERBO - Un messaggio che arriva da Belcolle, esattamente dal blocco interamente dedicato alla cura dei pazienti Covid-19. A scriverlo è un'infermiera in prima linea: Stefania. 

VITERBO – Un messaggio che arriva da Belcolle, esattamente dal blocco interamente dedicato alla cura dei pazienti Covid-19. A scriverlo è un’infermiera in prima linea: Stefania. 

“Siamo in prima linea io e, come me, molti altri infermieri. Non siamo eroi. Facciamo il nostro lavoro con competenza, volontà e siamo tosti – scrive Stefania -.

Dieci, quattordici, sedici ore al giorno. Tutti i giorni. Perché ogni giorno è una nuova storia che ricomincia diversa. Sempre più forte, come un’onda che acquista potenza.

Fino a pochi giorni fa la routine del lavoro era in ortopedia o in week surgery. Poi, per alcuni di noi, in pochissimo tempo, la vita è cambiata di schianto. Sospese le attività del nostro reparto che noi amiamo e nel quale trascorriamo buona parte della nostra giornata. Per noi una seconda casa.

Ora stiamo combattendo la stessa guerra che i nostri colleghi del Nord Italia hanno iniziato a fronteggiare prima di noi. Non si può descrivere l’isolamento, la paura che leggi negli occhi delle persone ricoverate nel Blocco D di Belcolle, destinato alla cura dei pazienti Covid-19. La unisci alla tua. È sempre lì, accanto a te. Poi c’è l’insicurezza del non conoscere ancora questa “bestia” e questo non conoscere crea incertezza.

Ogni giorno vado a lavoro sapendo che sono fragile e, credetemi, che qualche piantarello lo abbiamo fatto tutti, ma siamo al fronte e mettiamo l’energia che ci porta a dire “Noi lo sconfiggeremo”. Noi siamo più forti. Perché la paura ci ha uniti, ci ha fatto diventare un gruppo compatto. Inscindibile.

Tanti infermieri di diverse unità operative (ci chiamano fritto misto) che, insieme ai colleghi di Malattie infettive, si sono trovati, gomito a gomito, a lavorare in modo completamente diverso. Uniti e convinti che alla fine avremo la meglio su questo virus terribile”.

 

Fisioterapy Center 800x120
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
POST FB 02
asvis 2
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01
monastero interno
domenicale post
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center