
Caffeina è viva e vegeta. La promessa di Luisa Ciambella riportata ieri da TusciaWeb dà un calcio ad ogni ragionevole dubbio sul futuro del Festival. Caffeina si farà e il comune troverà almeno 50 dei 100mila euro che le servono. Nell’annuncio del vicesindaco anche la spiegazione chiara e limpida di quali saranno le politiche culturali dell’amministrazione Michelini. Per i bravi (Santa Rosa, San Pellegrino in Fiore e Caffeina) finanziamento diretto. Per i cattivi invece il bando, se e quando saranno individuate le risorse. Perché per fare cultura (e non solo gli eventi di intrattenimento) va resa possibile la programmazione, come è stato dimostrato chiaramente dal bando per il Carnevale che dà ben dieci giorni di tempo per farsi venire idee, scriverle, trovare partner e fare studi di fattibilità. Una ridicola barzelletta. L’unico barlume di speranza per gli operatori culturali è rappresentato dal trio Calcagnini, Serra e Mancinelli che, insieme all’opposizione, chiede di evitare ulteriori gaffe e di improntare una seria politica culturale che “fino ad oggi – ha detto Sandro Mancinelli, Pd – è stata improvvisata”. Insomma, citando il commissario delle Biblioteca provinciale Paolo Pelliccia, “esiste anche altro”.


















