E ora via alle promesse
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Oggi alle porte di Tre Croci è deragliato un treno a causa di una frana dovuta alle abbondanti piogge. Un fatto quasi irrilevante nella cronaca odierna fatta di allagamenti (più o meno gravi), smottamenti, strade chiuse, etc. Un fatto che però dovrebbe riportare al centro dell'attenzione dell'opinione [...]

Oggi alle porte di Tre Croci è deragliato un treno a causa di una frana dovuta alle abbondanti piogge. Un fatto quasi irrilevante nella cronaca odierna fatta di allagamenti (più o meno gravi), smottamenti, strade chiuse, etc. Un fatto che però dovrebbe riportare al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica lo stato dei territori nei quali viviamo. Anche perché, ad esempio, se solo il treno fosse andato poco più veloce chissà cosa poteva succedere.

E allora, come ogni anno dopo ogni alluvione, aspetto con ansia le dichiarazioni da fine scroscio. Smesso l’ombrello e accantonate le ganasce infatti prevedo la scontata serie di promesse non mantenibili su come tamponare il dissesto idrogeologico, come tutelare il nostro territorio, impegni sulla pulizia delle caditoie, etc, etc, etc.. Ma per una volta sarebbe bello che si prevenisse, che si programmasse a bocce ferme e si intervenisse con delle progettualità (quantomeno) a medio termine.

 

Il treno deragliato a Tre Croci
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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