E la legge bussò alle porte del giorno. Blitz interforze a San Faustino su cinque appartamenti occupati abusivamente
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VITERBO - Punto di raccolta di tutti i mezzi fissato al Sacrario e poi l'intervento nei palazzi di via Egidio e via Santa Rita, gli stessi mostrati nel servizio di Rete 4 lo scorso mese di settembre.

VITERBO – E’ arrivata la legge. All’alba ha “bussato” alle porte di cinque appartamenti delle case popolari occupati abusivamente nell’area di San Faustino. Alle prime luci del giorno, alle ore 7, è di fatto andato in scena un blitz delle forze dell’ordine. Circa 200 gli uomini chiamati a partecipare tra poliziotti, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, vigili del fuoco e personale sanitario. 

Punti di raccolta di tutti i mezzi e degli uomini fissati al Sacrario e nella piazza davanti alla chiesa della Trinità. L’intervento si è concentrato sui palazzi di via Egidio e via Santa Rita, gli stessi mostrati nel servizio di Rete 4 lo scorso mese di settembre, proiettando un’immagine degradata di Viterbo agli occhi dell’Italia.  Sul posto presente anche la sindaca Chiara Frontini e gli assessori Giancarlo Martinengo e Rosanna Giliberto. 

 

La situazione delle occupazioni a Viterbo città

Nella città di Viterbo ci sono 58 appartamenti che dovevano essere destinati, secondo regolare graduatoria, a famiglie e persone in difficoltà economica. Su questi 58 appartamenti, realizzati con i soldi di tutti i cittadini, non c’è più alcun controllo. Sono stati presi con la violenza e l’arroganza da alcune persone che, non avendo alcun titolo per abitarci, li ha di fatto occupati.

25 di questi appartamenti si trovano a San Faustino. In alcuni casi le occupazione sono state realizzate non su appartamenti vuoti ma a danno di persone (per lo più anziani) che ci abitavano. Ha colpito l’opinione pubblica la recente trasmissione mandata in onda su Rete Quattro dove si racconta la storia di una signora di 84 anni andata a Belcolle perché malata e che una volta dimessa non ha trovato più né la propria casa né gli oggetti e i ricordi di una vita. Tutto buttato dagli occupanti.

Una situazione, quella delle occupazioni, che oltre a realizzare un’ingiustizia in barba a tutti i cittadini determina anche il declino delle condizioni di legalità e la qualità della convivenza in determinati quartieri. Ha colpito sempre della trasmissione di Rete Quattro il livello di omertà tra i residenti intervistati. “Meglio non parlare”, “non posso parlare”. Queste le frasi più utilizzate. Una reticenza che mostra tutta la paura che chi è costretto a vivere vicino ai violenti occupanti vive ogni giorno. Il tutto condito da situazioni criminali note come lo spaccio e la prostituzione, su cui chiaramente spetta alle forze dell’ordine intervenire.

La “bomba sociale” di San Faustino sulla tv nazionale: “Qui c’è spaccio, alcol, violenza” 

“Una bomba sociale”, così definisce il quartiere di San Faustino un residente ai microfoni di ‘Fuori dal Coro’, la trasmissione di Rete 4 diretta da Mario Giordano andata in onda lo scorso settembre.

“Qui c’è spaccio, alcol violenza”, racconta un’altra signora. Ma la parte più toccante del servizio andato in onda è quando viene raccontata la storia di una viterbese di 80 anni uscita di casa per andare in ospedale. Quando è tornata ha trovato la sua vecchia porta sostituita da un portone blindato e la sua casa passata nelle mani di occupanti. Le hanno buttato via tutti i ricordi di una vita. 

L’intollerabile vive in questa parte della città, perlomeno in alcuni punti di esso. La violenza è la cifra della quotidianità. La violenza di chi occupa le case e fa saltare in aria lo stato di diritto buttando semplicemente giù una porta. La violenza di chi costringe al silenzio e all’omertà i vicini, che hanno una sola possibilità forse di non avere guai e subire aggressioni: farsi gli affari propri. Mentalità mafiosa e criminalità di strada in un quartiere che fino agli anni Ottanta era vitale, sereno, una sorta di paese. 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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