
Sono questi che stiamo vivendo giorni di grande festa, ma anche di grande “sbornia” tra le mille emozioni che il ricordo della patrona regala al capoluogo della Tuscia. Tutto è praticamente fermo e ogni sorta di faccende sono in pratica rimandate a “dopo Santa Rosa”. Dopo il tre e quattro settembre si riaccenderanno forti tutti i problemi di questo territorio e la politica locale sarà chiamata a dare risposte.
Per Michelini & Co. ci sono sul tavolo tutta una serie di questioni: arsenico, centro storico, rifiuti, capacità di dettare linee utili a riassorbire qualche millesimo di disoccupazione. La vera partita dell’attuale amministrazione, in carica dal giugno 2013, si gioca in buona parte nei prossimi mesi. Sarà veramente capace Michelini, e sarà veramente pronta la maggioranza, a fare quanto annunciato in campagna elettorale: “Mettere in fila i problemi e risolverli uno dopo l’altro”?
Riuscirà il sindaco a non sprofondare nella palude delle promesse al vento, del rimandare continuamente la soluzione alle più svariate questioni? Insomma riuscirà a non diventare una caricatura di quello che aveva annunciato di essere?
L’organizzazione, la precisione, la capacità di dare risposte rapide saranno determinanti. Al tempo stesso occorrerà gestire al meglio lo strumento del dialogo con i vari gruppi di pressione del territorio. La polveriera è sotto gli occhi di tutti, alimentata dalle gravi difficoltà del sistema Italia, e Michelini dovrà essere doppiamente bravo: a disinnescare l’esplosivo accumulato nel tempo e a ridare fiducia, speranza e voglia di fare a una città messa male, stanca e sempre più sull’orlo di una crisi di nervi.
Nell’anno che si apre dopo Santa Rosa l’attuale amministrazione si gioca tutto. Se i prossimi dodici mesi non dovessero essere affrontati nell’ottica del lavoro duro e delle scelte forti Michelini e i suoi farebbero bene a gettare la spugna prima del nuovo “sollevate e fermi”. Per riprendere lo slogan della recente festa de L’Unità “40.8 e non è febbre”, speriamo che 40.8 non sia neanche Rocco (la battuta può capirla solo chi è amante dell’hard).


















