
VITERBO – Volto pulito, preparazione, voglia di fare e un attaccamento reale alla città. Si potrebbe raccontare così Andrea Micci, unico uomo della Lega a Palazzo dei Priori. Oppositore di Chiara Frontini e dei suoi dal primo giorno, senza se e senza ma. Coerente, capace di dialettica, attento.
Negli ultimi mesi la sua figura non è passata inosservata. Probabilmente è stato uno dei consiglieri d’opposizione che ha dato più filo da torcere all’attuale maggioranza, con interventi e interrogazioni argomentate. Ultimamente si è messo ancora di più in evidenza depositando un esposto a Corte dei Conti e Anac su una serie di aspetti da lui ritenuti poco chiari sulla terza farmacia comunale di Francigena. Al di là dei contenuti dell’esposto, che saranno verificati nelle sede opportune (evviva la democrazia!), ha colpito l’attenzione con cui Micci ha affrontato il punto, la capacità di argomentare, di individuare possibili punti di caduta e soprattutto la voglia di fare il consigliere d’opposizione.
Sì perché nell’era degli “strilli”, delle “frecciate” pretestuose, delle “alzate di sedere stizzose” Micci si è smarcato da uno stile di basso livello e ha portato il suo modo di fare opposizione in una dimensione più solida e apprezzabile. Questo fa di lui una figura credibile per il centrodestra e spendibile nell’immaginare un futuro dove servirà un candidato sindaco da esprimere per le prossime amministrative nel capoluogo. Sì perché proprio quello sarà il punto che il centrodestra è chiamato ad affrontare e di “papabili” non sembrano essercene molti. Di sicuro non ce ne sono del suo stesso peso e delle sue stesse qualità tra chi oggi siede tra i banchi del consiglio comunale. Soprattutto dopo l’uscita dalla scena locale di Antonella Sberna.
A Micci l’onere di caratterizzarsi sempre meglio, di non impaludarsi nelle bassezze e di ragionare da leader e da persona competente, come da qualche tempo ha iniziato a fare con evidenza.


















