
VETRALLA – Come è morto Abdelkrim Cheheb? Cosa è accaduto nelle sue ultime ore di vita? Chi ha premuto il grilletto della pistola che l’ha ucciso? Questo il rebus che la Procura della Repubblica, attraverso le indagini coordinate dal pubblico ministero Massimiliano Siddi e portate avanti sul campo dai carabinieri, è chiamata a risolvere.
Quello che è trapelato: due fori da arma da fuoco e il corpo in un riparo di fortuna
A segnalare la presenza di un corpo nel bosco di Monte Fogliano è stato un ragazzo che stava effettuando una passeggiata sabato pomeriggio. Quindi i carabinieri sono arrivati sul posto con i sanitari, a quanto ne sappiamo che era già buio. Sul corpo il magistrato ha disposto l’autopsia.
Un altro elemento importante è il ritrovamento dello smartphone della vittima, che gli inquirenti stanno ora passando al setaccio. Sul corpo ci sarebbero due fori da proiettile, che con ogni probabilità hanno causato la morte. Un foro sul collo, l’altro sul petto. Sempre da quanto si è potuto sapere sembrerebbe che a sparare sia stata una pistola di piccolo calibro.
Altro dettaglio interessante è che il corpo sarebbe stato trovato non a terra tra gli alberi ma all’interno di un riparo di fortuna nascosto nella vegetazione.
Gli inquirenti starebbero passando al setaccio tutte le telecamere attive su strade e nella frazione di Tre Croci, nella speranza di trovare delle piste che possano condurli all’assassino.
Quello che è noto: Monte Fogliano zona a rischio per spaccio
La zona di Monte Fogliano, un’area boschiva che si estende per ettari da Tre Croci a San Martino al Cimino, è da circa un anno diventata una zona rischiosa. All’interno infatti si sono insidiati gruppi di spacciatori. Il fatto è noto e a fine 2024 si è registrata anche un’operazione della Guardia di Finanza volta a contrastare il fenomeno dello spaccio nei boschi.
La complessità dell’area per le indagini in corso
Non è semplice condurre un’indagine su un’area così vasta e raggiungibile da diversi punti, molti dei quali non coperti da telecamere. Il bosco di Monte Fogliano infatti può essere raggiunto attraversando il borgo di Tre Croci ma anche passando dal passaggio a livello esterno al paese, raggiungibile da Cura o dalla provinciale che arriva da Viterbo. Una zona frequentata ogni giorno da un numero elevato di macchine. Ma si può entrare nel bosco anche da San Martino. Si tratta di un’area boschiva a faggio, quindi facile da attraversare da parte a parte in tempi ristretti.
Il dettaglio del luogo di ritrovamento del corpo
Il corpo sarebbe stato trovato in un riparo di fortuna nascosto tra la vegetazione, con ancora addosso il telefonino. Non è un dettaglio da poco. Il giovane marocchino è stato freddato e poi trasportato dall’omicida o da un gruppo assassino in un luogo nascosto nella speranza che nessuno l’avesse mai ritrovato? Oppure il giovane, colpito da due colpi, è riuscito a scappare e a nascondersi nella boscaglia per poi morire dissanguato? Dettagli importanti che saranno resi chiari dall’autopsia. Chi l’ha ucciso non ha ritenuto importante fare sparire il telefonino oppure non è riuscito a trovarlo perché il ragazzo è scappato e poi si è nascosto? Il corso delle indagini rivelerà anche queste informazioni.
Intanto, a quanto si apprende, i carabinieri avrebbero interrogato alcune persone. Non trapela molto, c’è il più stretto riserbo.


















