Dream Village Murialdo, vivere nel futuro con vista Palanzana
saggini
800 Monastero
VITERBO - Sergio Saggini racconta l'ultima visione della sua azienda: tre palazzine che ribaltano la concezione dell'abitare.

VITERBO – Abitare nella natura e al tempo stesso in una delle zone meglio servite della città di Viterbo. Farlo è possibile e ha un nome: Dream Village Murialdo. Un vero e proprio punto di arrivo per la Saggini Costruzioni che torna nel prestigioso quartiere con un nuovo complesso residenziale destinato a fare parlare molto di sé per l’innovazione, in termini di qualità della vita, che rappresenta.

Tre palazzine indipendenti, con appartamenti di varie metrature e ampi spazi all’aperto. Il tutto vista Palanzana. 128 nuovi posti auto che andranno a decongestionare i problemi di parcheggio della zona di via Monti Cimini, 2900 metriquadri di nuovo verde pubblico e 3mila metriquadri di verde privato. Abbiamo incontrato Sergio Saggini per capire meglio cosa sta per accadere e tutte le caratteristiche di quello che si configura come un nuovo modo di vivere la propria casa.

Cosa ha ispirato queste nuove case?

“Alla base di tutto c’è la visione che è all’origine della nostra azienda: concepire e realizzare un’edilizia in armonia e rispetto con l’ambiente per chi la vive e per chi la costruisce. In questo caso specifico tocchiamo un punto molto alto della nostra aspirazione aziendale, andiamo a realizzare case completamente inserite in natura. Siamo ai piedi della Palanzana, da qui partono anche alcuni sentieri Cai, ma in una zona con tutti i servizi.

Abbiamo curato nei minimi dettagli l’esposizione delle abitazioni. Tutti i soggiorni affacciano sul verde. I balconi sono diventati più grandi e gli spazi verdi interni, come i giardini pensili degli attici, sono progettati per una vita in natura. Abbiamo ideato uno spazio verde privato con pista ciclabile, campo da tennis e parco giochi per i bambini. Un luogo sicuro, recintato e videosorvegliato. E la vista che c’è qui non è possibile trovarla in nessun altro luogo di Viterbo”.

In che siete andati oltre rispetto al passato?

“Sicuramente sulla cura di tutto ciò che è spazio esterno. Nei giardini pensili sono previste anche le piscine. Abbiamo prestato un’ulteriore cura nel design e fatto scelte diverse su alcuni materiali. Un esempio per tutti: abbiamo sostituito il travertino con la basaltina.

Abbiamo studiato su come agire per migliorare la qualità della vita anche sul quartiere e da qui la realizzazione di posti auto liberi, oltre ai garage per i nostri appartamenti e i posti macchina riservati. Su via Monti Cimini infatti esiste un problema proprio dei parcheggi e fornire una soluzione significa migliorare la situazione in generale e la qualità della vita di tutti”.

Che significherà abitare al Dream Village Murialdo?

“Significherà vivere in un ambiente di comfort. Alla fine crediamo che la qualità della vita che le nostre case rendono possibile sia un fattore ancora più importante e significativo del risparmio energetico che comunque resta uno dei nostri punti di forza. La nostre case sono luoghi caldi d’inverno e freschi d’estate. Il comfort acustico è pazzesco, siamo venti volte sopra ai livelli minimi di legge. Poi c’è il capitolo salute. Nelle case Saggini non esistono materiali inquinanti, non c’è formaldeide. L’aria è sempre filtrata e pulita e l’illuminazione naturale è molto curata.

Poi c’è un altro tema: la socializzazione. Realizziamo uno spazio verde privato, recintato e videosorvegliato, perché siamo convinti che c’è bisogno di spazi di socializzazione dove incontrarsi e dove i bambini possono giocare. In ultimo metto il discorso del risparmio energetico, è nel nostro dna. Con il Dream Village Murialdo è andata oltre anche la nostra domotica e le case sono gestisce facilmente con i comandi vocali attraverso Alexa e Google Home”.

Cosa è una casa Saggini?

“Vivere in una casa costruita da noi significa avere un’abitazione di alta qualità, che riusciamo a dare a un prezzo competitivo. I nostri immobili hanno un mercato, lo hanno se uno decidesse di rivendere, sono moderni e all’avanguardia e lo saranno per i prossimi venti anni”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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